Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Spagna

Occupazione vulnerabile in Spagna nel 2025 — 10,07%. È il 40º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 10,25 p.p..

2025 10,07% −0,19 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 40di 182
Massimo del periodo 20,54%1993
Minimo del periodo 10,07%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Spagna, 1991–20251015202519911995199920032007201120152019202320251991: 20,32%1992: 20,53%1993: 20,54%1994: 20,31%1995: 19,56%1996: 19,16%1997: 18,18%1998: 17,34%1999: 16,2%2000: 15,07%2001: 14,81%2002: 13,96%2003: 13,33%2004: 13,2%2005: 13,22%2006: 12,93%2007: 12,64%2008: 12,74%2009: 12,11%2010: 12,12%2011: 11,84%2012: 12,3%2013: 12,65%2014: 13,01%2015: 12,58%2016: 11,98%2017: 11,95%2018: 11,43%2019: 11,11%2020: 11,58%2021: 11,44%2022: 10,83%2023: 10,41%2024: 10,26%2025: 10,07%
Variazione nel periodo: −10,25 p.p. Media annua: -0,3 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Spagna

Spagna 10,07%
Mondo 42,38%
Europa meridionale calcolato 13,86%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Spagna, per anno Spagna Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 10,07 −0,19 p.p.
2024 10,26 −0,15 p.p.
2023 10,41 −0,42 p.p.
2022 10,83 −0,6 p.p.
2021 11,44 −0,14 p.p.
2020 11,58 +0,47 p.p.
2019 11,11 −0,32 p.p.
2018 11,43 −0,52 p.p.
2017 11,95 −0,03 p.p.
2016 11,98 −0,6 p.p.
2015 12,58 −0,43 p.p.
2014 13,01 +0,36 p.p.
2013 12,65 +0,35 p.p.
2012 12,3 +0,46 p.p.
2011 11,84 −0,28 p.p.
2010 12,12 +0 p.p.
2009 12,11 −0,62 p.p.
2008 12,74 +0,09 p.p.
2007 12,64 −0,28 p.p.
2006 12,93 −0,3 p.p.
2005 13,22 +0,03 p.p.
2004 13,2 −0,13 p.p.
2003 13,33 −0,63 p.p.
2002 13,96 −0,86 p.p.
2001 14,81 −0,26 p.p.
2000 15,07 −1,12 p.p.
1999 16,2 −1,14 p.p.
1998 17,34 −0,84 p.p.
1997 18,18 −0,98 p.p.
1996 19,16 −0,39 p.p.
1995 19,56 −0,76 p.p.
1994 20,31 −0,23 p.p.
1993 20,54 +0,01 p.p.
1992 20,53 +0,21 p.p.
1991 20,32

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.