Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Serbia

Occupazione vulnerabile in Serbia nel 2025 — 23,89%. È il 78º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 12,33 p.p..

2025 23,89% −0,22 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 78di 182
Massimo del periodo 36,22%1991
Minimo del periodo 23,89%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Serbia, 1991–2025202530354019911995199920032007201120152019202320251991: 36,22%1992: 36,15%1993: 36,09%1994: 36,02%1995: 35,93%1996: 35,76%1997: 35,53%1998: 35,24%1999: 35,09%2000: 34,91%2001: 34,68%2002: 34,42%2003: 34,08%2004: 33,66%2005: 33,21%2006: 32,75%2007: 32,25%2008: 31,76%2009: 30,89%2010: 31,13%2011: 28,56%2012: 28,42%2013: 28,26%2014: 28,14%2015: 26,38%2016: 28,07%2017: 27,26%2018: 24,67%2019: 24,34%2020: 23,9%2021: 24,3%2022: 24,07%2023: 24,05%2024: 24,11%2025: 23,89%
Variazione nel periodo: −12,33 p.p. Media annua: -0,36 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Serbia

Serbia 23,89%
Mondo 42,38%
Europa meridionale calcolato 13,86%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Serbia, per anno Serbia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 23,89 −0,22 p.p.
2024 24,11 +0,06 p.p.
2023 24,05 −0,02 p.p.
2022 24,07 −0,23 p.p.
2021 24,3 +0,4 p.p.
2020 23,9 −0,43 p.p.
2019 24,34 −0,33 p.p.
2018 24,67 −2,59 p.p.
2017 27,26 −0,81 p.p.
2016 28,07 +1,68 p.p.
2015 26,38 −1,75 p.p.
2014 28,14 −0,12 p.p.
2013 28,26 −0,16 p.p.
2012 28,42 −0,14 p.p.
2011 28,56 −2,57 p.p.
2010 31,13 +0,24 p.p.
2009 30,89 −0,87 p.p.
2008 31,76 −0,49 p.p.
2007 32,25 −0,5 p.p.
2006 32,75 −0,46 p.p.
2005 33,21 −0,45 p.p.
2004 33,66 −0,42 p.p.
2003 34,08 −0,33 p.p.
2002 34,42 −0,27 p.p.
2001 34,68 −0,23 p.p.
2000 34,91 −0,17 p.p.
1999 35,09 −0,15 p.p.
1998 35,24 −0,29 p.p.
1997 35,53 −0,23 p.p.
1996 35,76 −0,17 p.p.
1995 35,93 −0,09 p.p.
1994 36,02 −0,07 p.p.
1993 36,09 −0,07 p.p.
1992 36,15 −0,07 p.p.
1991 36,22

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.