Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Malta

Occupazione vulnerabile a Malta nel 2025 — 10,07%. È il 39º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 2,97 p.p..

2025 10,07% −0,19 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 39di 182
Massimo del periodo 13,04%1991
Minimo del periodo 10,07%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Malta, 1991–2025101112131419911995199920032007201120152019202320251991: 13,04%1992: 12,69%1993: 12,36%1994: 12,04%1995: 11,72%1996: 11,42%1997: 11,12%1998: 10,84%1999: 10,59%2000: 10,12%2001: 10,23%2002: 10,58%2003: 10,98%2004: 10,82%2005: 10,67%2006: 10,72%2007: 10,54%2008: 10,47%2009: 10,57%2010: 10,65%2011: 10,6%2012: 10,63%2013: 10,66%2014: 10,6%2015: 10,54%2016: 10,51%2017: 10,46%2018: 10,3%2019: 10,39%2020: 10,58%2021: 10,26%2022: 10,28%2023: 10,26%2024: 10,27%2025: 10,07%
Variazione nel periodo: −2,97 p.p. Media annua: -0,09 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Malta

Malta 10,07%
Mondo 42,38%
Europa meridionale calcolato 13,86%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Malta, per anno Malta Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 10,07 −0,19 p.p.
2024 10,27 +0,01 p.p.
2023 10,26 −0,02 p.p.
2022 10,28 +0,02 p.p.
2021 10,26 −0,32 p.p.
2020 10,58 +0,2 p.p.
2019 10,39 +0,08 p.p.
2018 10,3 −0,16 p.p.
2017 10,46 −0,05 p.p.
2016 10,51 −0,03 p.p.
2015 10,54 −0,06 p.p.
2014 10,6 −0,07 p.p.
2013 10,66 +0,03 p.p.
2012 10,63 +0,03 p.p.
2011 10,6 −0,05 p.p.
2010 10,65 +0,08 p.p.
2009 10,57 +0,1 p.p.
2008 10,47 −0,07 p.p.
2007 10,54 −0,18 p.p.
2006 10,72 +0,05 p.p.
2005 10,67 −0,14 p.p.
2004 10,82 −0,17 p.p.
2003 10,98 +0,4 p.p.
2002 10,58 +0,35 p.p.
2001 10,23 +0,1 p.p.
2000 10,12 −0,47 p.p.
1999 10,59 −0,25 p.p.
1998 10,84 −0,28 p.p.
1997 11,12 −0,3 p.p.
1996 11,42 −0,3 p.p.
1995 11,72 −0,33 p.p.
1994 12,04 −0,32 p.p.
1993 12,36 −0,33 p.p.
1992 12,69 −0,35 p.p.
1991 13,04

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.