Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Croazia

Occupazione vulnerabile in Croazia nel 2025 — 6,35%. È il 18º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 15,9 p.p..

2025 6,35% −0,34 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 18di 182
Massimo del periodo 23,68%1995
Minimo del periodo 6,35%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Croazia, 1991–2025010203019911995199920032007201120152019202320251991: 22,24%1992: 22,63%1993: 23,02%1994: 23,39%1995: 23,68%1996: 23,44%1997: 21,05%1998: 19,41%1999: 19,75%2000: 18,76%2001: 19,21%2002: 18,86%2003: 18%2004: 16,82%2005: 15,93%2006: 15,08%2007: 14,4%2008: 13,87%2009: 13,8%2010: 14%2011: 13,92%2012: 13%2013: 11,99%2014: 11,55%2015: 11,62%2016: 10,67%2017: 10,13%2018: 9,66%2019: 9,22%2020: 8,84%2021: 8,8%2022: 7,99%2023: 7,25%2024: 6,68%2025: 6,35%
Variazione nel periodo: −15,9 p.p. Media annua: -0,47 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Croazia

Croazia 6,35%
Mondo 42,38%
Europa meridionale calcolato 13,86%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Croazia, per anno Croazia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 6,35 −0,34 p.p.
2024 6,68 −0,57 p.p.
2023 7,25 −0,74 p.p.
2022 7,99 −0,82 p.p.
2021 8,8 −0,04 p.p.
2020 8,84 −0,38 p.p.
2019 9,22 −0,43 p.p.
2018 9,66 −0,47 p.p.
2017 10,13 −0,54 p.p.
2016 10,67 −0,95 p.p.
2015 11,62 +0,06 p.p.
2014 11,55 −0,43 p.p.
2013 11,99 −1,01 p.p.
2012 13 −0,92 p.p.
2011 13,92 −0,08 p.p.
2010 14 +0,2 p.p.
2009 13,8 −0,07 p.p.
2008 13,87 −0,54 p.p.
2007 14,4 −0,68 p.p.
2006 15,08 −0,85 p.p.
2005 15,93 −0,89 p.p.
2004 16,82 −1,18 p.p.
2003 18 −0,86 p.p.
2002 18,86 −0,36 p.p.
2001 19,21 +0,45 p.p.
2000 18,76 −0,99 p.p.
1999 19,75 +0,35 p.p.
1998 19,41 −1,65 p.p.
1997 21,05 −2,39 p.p.
1996 23,44 −0,24 p.p.
1995 23,68 +0,3 p.p.
1994 23,39 +0,37 p.p.
1993 23,02 +0,39 p.p.
1992 22,63 +0,39 p.p.
1991 22,24

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.