Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Grecia

Occupazione vulnerabile in Grecia nel 2025 — 23,06%. È il 75º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 11,05 p.p..

2025 23,06% −0,29 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 75di 182
Massimo del periodo 34,11%1991
Minimo del periodo 22,66%2022

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Grecia, 1991–20252025303519911995199920032007201120152019202320251991: 34,11%1992: 34,05%1993: 33,09%1994: 33,31%1995: 33,31%1996: 32,4%1997: 31,68%1998: 31,5%1999: 29,78%2000: 29,18%2001: 28,95%2002: 28,96%2003: 28,94%2004: 28,67%2005: 28,49%2006: 28,39%2007: 27,68%2008: 27,03%2009: 27,05%2010: 27,8%2011: 28,59%2012: 29,63%2013: 30,38%2014: 29,69%2015: 28,13%2016: 26,74%2017: 26,81%2018: 25,92%2019: 24,55%2020: 24,17%2021: 23,93%2022: 22,66%2023: 23,67%2024: 23,36%2025: 23,06%
Variazione nel periodo: −11,05 p.p. Media annua: -0,33 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Grecia

Grecia 23,06%
Mondo 42,38%
Europa meridionale calcolato 13,86%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Grecia, per anno Grecia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 23,06 −0,29 p.p.
2024 23,36 −0,31 p.p.
2023 23,67 +1 p.p.
2022 22,66 −1,27 p.p.
2021 23,93 −0,24 p.p.
2020 24,17 −0,38 p.p.
2019 24,55 −1,36 p.p.
2018 25,92 −0,89 p.p.
2017 26,81 +0,07 p.p.
2016 26,74 −1,38 p.p.
2015 28,13 −1,56 p.p.
2014 29,69 −0,69 p.p.
2013 30,38 +0,75 p.p.
2012 29,63 +1,04 p.p.
2011 28,59 +0,79 p.p.
2010 27,8 +0,75 p.p.
2009 27,05 +0,02 p.p.
2008 27,03 −0,65 p.p.
2007 27,68 −0,71 p.p.
2006 28,39 −0,1 p.p.
2005 28,49 −0,18 p.p.
2004 28,67 −0,26 p.p.
2003 28,94 −0,03 p.p.
2002 28,96 +0,01 p.p.
2001 28,95 −0,23 p.p.
2000 29,18 −0,6 p.p.
1999 29,78 −1,72 p.p.
1998 31,5 −0,19 p.p.
1997 31,68 −0,72 p.p.
1996 32,4 −0,91 p.p.
1995 33,31 +0 p.p.
1994 33,31 +0,22 p.p.
1993 33,09 −0,96 p.p.
1992 34,05 −0,06 p.p.
1991 34,11

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.