Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Albania

Occupazione vulnerabile in Albania nel 2025 — 46,03%. È il 126º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 13,47 p.p..

2025 46,03% −0,33 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 126di 182
Massimo del periodo 61,53%2012
Minimo del periodo 46,03%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Albania, 1991–2025455055606519911995199920032007201120152019202320251991: 59,5%1992: 59,7%1993: 59,73%1994: 59,54%1995: 59,1%1996: 58,65%1997: 58,34%1998: 57,95%1999: 57,45%2000: 56,97%2001: 56,46%2002: 55,91%2003: 55,44%2004: 55,46%2005: 55,25%2006: 54,74%2007: 54,92%2008: 58,42%2009: 56,83%2010: 55,13%2011: 59,19%2012: 61,53%2013: 57,78%2014: 55,98%2015: 56,45%2016: 55,9%2017: 52,83%2018: 52,19%2019: 51,2%2020: 50,3%2021: 48,15%2022: 48,98%2023: 46,73%2024: 46,37%2025: 46,03%
Variazione nel periodo: −13,47 p.p. Media annua: -0,4 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Albania

Albania 46,03%
Mondo 42,38%
Europa meridionale calcolato 13,86%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Albania, per anno Albania Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 46,03 −0,33 p.p.
2024 46,37 −0,37 p.p.
2023 46,73 −2,24 p.p.
2022 48,98 +0,83 p.p.
2021 48,15 −2,15 p.p.
2020 50,3 −0,9 p.p.
2019 51,2 −0,99 p.p.
2018 52,19 −0,65 p.p.
2017 52,83 −3,07 p.p.
2016 55,9 −0,55 p.p.
2015 56,45 +0,47 p.p.
2014 55,98 −1,8 p.p.
2013 57,78 −3,76 p.p.
2012 61,53 +2,34 p.p.
2011 59,19 +4,06 p.p.
2010 55,13 −1,7 p.p.
2009 56,83 −1,59 p.p.
2008 58,42 +3,51 p.p.
2007 54,92 +0,18 p.p.
2006 54,74 −0,51 p.p.
2005 55,25 −0,21 p.p.
2004 55,46 +0,02 p.p.
2003 55,44 −0,47 p.p.
2002 55,91 −0,55 p.p.
2001 56,46 −0,51 p.p.
2000 56,97 −0,48 p.p.
1999 57,45 −0,49 p.p.
1998 57,95 −0,4 p.p.
1997 58,34 −0,31 p.p.
1996 58,65 −0,45 p.p.
1995 59,1 −0,43 p.p.
1994 59,54 −0,19 p.p.
1993 59,73 +0,02 p.p.
1992 59,7 +0,2 p.p.
1991 59,5

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.