Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Europa meridionale

Occupazione vulnerabile in Europa meridionale nel 2025 — 13,86%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 9,52 p.p..

2025 13,86% −0,2 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 23,63%1992
Minimo del periodo 13,86%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Europa meridionale, 1991–202512,51517,52022,52519911995199920032007201120152019202320251991: 23,38%1992: 23,63%1993: 23,41%1994: 23,35%1995: 23,28%1996: 23%1997: 22,47%1998: 22,1%1999: 21,32%2000: 20,72%2001: 20,59%2002: 20%2003: 19,56%2004: 19,45%2005: 18,94%2006: 18,55%2007: 18,2%2008: 17,94%2009: 17,55%2010: 17,58%2011: 17,37%2012: 17,59%2013: 17,58%2014: 17,45%2015: 17%2016: 16,58%2017: 16,19%2018: 15,65%2019: 15,35%2020: 15,37%2021: 14,97%2022: 14,47%2023: 14,21%2024: 14,06%2025: 13,86%
Variazione nel periodo: −9,52 p.p. Media annua: -0,28 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Europa meridionale

Europa meridionale 13,86%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Europa meridionale, per anno Europa meridionale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 13,86 −0,2 p.p.
2024 14,06 −0,15 p.p.
2023 14,21 −0,26 p.p.
2022 14,47 −0,5 p.p.
2021 14,97 −0,4 p.p.
2020 15,37 +0,02 p.p.
2019 15,35 −0,3 p.p.
2018 15,65 −0,54 p.p.
2017 16,19 −0,39 p.p.
2016 16,58 −0,42 p.p.
2015 17 −0,45 p.p.
2014 17,45 −0,13 p.p.
2013 17,58 −0,01 p.p.
2012 17,59 +0,22 p.p.
2011 17,37 −0,21 p.p.
2010 17,58 +0,02 p.p.
2009 17,55 −0,38 p.p.
2008 17,94 −0,26 p.p.
2007 18,2 −0,35 p.p.
2006 18,55 −0,39 p.p.
2005 18,94 −0,5 p.p.
2004 19,45 −0,12 p.p.
2003 19,56 −0,44 p.p.
2002 20 −0,59 p.p.
2001 20,59 −0,13 p.p.
2000 20,72 −0,6 p.p.
1999 21,32 −0,78 p.p.
1998 22,1 −0,37 p.p.
1997 22,47 −0,53 p.p.
1996 23 −0,29 p.p.
1995 23,28 −0,07 p.p.
1994 23,35 −0,06 p.p.
1993 23,41 −0,22 p.p.
1992 23,63 +0,25 p.p.
1991 23,38

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.