Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Paraguay

Occupazione vulnerabile in Paraguay nel 2025 — 36,09%. È il 110º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 17,56 p.p..

2025 36,09% −0,35 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 110di 182
Massimo del periodo 53,65%1991
Minimo del periodo 36,09%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Paraguay, 1991–2025354045505519911995199920032007201120152019202320251991: 53,65%1992: 53,6%1993: 53,51%1994: 53,41%1995: 53,21%1996: 53,1%1997: 53%1998: 52,92%1999: 52,75%2000: 52,8%2001: 52,79%2002: 52,72%2003: 50,42%2004: 51,75%2005: 48,05%2006: 47,91%2007: 45,56%2008: 42,74%2009: 44,9%2010: 42,08%2011: 41,46%2012: 42,11%2013: 38,23%2014: 37,24%2015: 38,79%2016: 39,13%2017: 36,79%2018: 37,64%2019: 36,9%2020: 40,72%2021: 39,65%2022: 37,33%2023: 36,23%2024: 36,43%2025: 36,09%
Variazione nel periodo: −17,56 p.p. Media annua: -0,52 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Paraguay

Paraguay 36,09%
Mondo 42,38%
America del Sud calcolato 32,24%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Paraguay, per anno Paraguay Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 36,09 −0,35 p.p.
2024 36,43 +0,2 p.p.
2023 36,23 −1,1 p.p.
2022 37,33 −2,32 p.p.
2021 39,65 −1,07 p.p.
2020 40,72 +3,82 p.p.
2019 36,9 −0,74 p.p.
2018 37,64 +0,84 p.p.
2017 36,79 −2,33 p.p.
2016 39,13 +0,34 p.p.
2015 38,79 +1,54 p.p.
2014 37,24 −0,99 p.p.
2013 38,23 −3,88 p.p.
2012 42,11 +0,65 p.p.
2011 41,46 −0,61 p.p.
2010 42,08 −2,83 p.p.
2009 44,9 +2,17 p.p.
2008 42,74 −2,82 p.p.
2007 45,56 −2,36 p.p.
2006 47,91 −0,14 p.p.
2005 48,05 −3,69 p.p.
2004 51,75 +1,33 p.p.
2003 50,42 −2,3 p.p.
2002 52,72 −0,07 p.p.
2001 52,79 −0,01 p.p.
2000 52,8 +0,04 p.p.
1999 52,75 −0,17 p.p.
1998 52,92 −0,08 p.p.
1997 53 −0,1 p.p.
1996 53,1 −0,11 p.p.
1995 53,21 −0,19 p.p.
1994 53,41 −0,1 p.p.
1993 53,51 −0,1 p.p.
1992 53,6 −0,04 p.p.
1991 53,65

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.