Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Uruguay

Occupazione vulnerabile in Uruguay nel 2025 — 24,37%. È il 81º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 0,76 p.p..

2025 24,37% −0,14 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 81di 182
Massimo del periodo 26,12%2003
Minimo del periodo 22,16%2014

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Uruguay, 1991–202522232425262719911995199920032007201120152019202320251991: 23,61%1992: 23,39%1993: 23,25%1994: 23,04%1995: 22,89%1996: 22,73%1997: 22,54%1998: 22,38%1999: 23,21%2000: 23,06%2001: 24,63%2002: 25,98%2003: 26,12%2004: 25,76%2005: 24,49%2006: 24,84%2007: 24,87%2008: 24,41%2009: 24,21%2010: 23,46%2011: 22,71%2012: 22,2%2013: 22,25%2014: 22,16%2015: 22,94%2016: 23,52%2017: 23,78%2018: 24,23%2019: 24,2%2020: 24,91%2021: 24,82%2022: 24,73%2023: 24,62%2024: 24,5%2025: 24,37%
Variazione nel periodo: +0,76 p.p. Media annua: 0,02 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Uruguay

Uruguay 24,37%
Mondo 42,38%
America del Sud calcolato 32,24%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Uruguay, per anno Uruguay Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 24,37 −0,14 p.p.
2024 24,5 −0,12 p.p.
2023 24,62 −0,11 p.p.
2022 24,73 −0,09 p.p.
2021 24,82 −0,08 p.p.
2020 24,91 +0,71 p.p.
2019 24,2 −0,04 p.p.
2018 24,23 +0,45 p.p.
2017 23,78 +0,26 p.p.
2016 23,52 +0,58 p.p.
2015 22,94 +0,78 p.p.
2014 22,16 −0,09 p.p.
2013 22,25 +0,05 p.p.
2012 22,2 −0,51 p.p.
2011 22,71 −0,75 p.p.
2010 23,46 −0,75 p.p.
2009 24,21 −0,2 p.p.
2008 24,41 −0,46 p.p.
2007 24,87 +0,03 p.p.
2006 24,84 +0,35 p.p.
2005 24,49 −1,27 p.p.
2004 25,76 −0,36 p.p.
2003 26,12 +0,14 p.p.
2002 25,98 +1,35 p.p.
2001 24,63 +1,57 p.p.
2000 23,06 −0,15 p.p.
1999 23,21 +0,83 p.p.
1998 22,38 −0,16 p.p.
1997 22,54 −0,18 p.p.
1996 22,73 −0,16 p.p.
1995 22,89 −0,16 p.p.
1994 23,04 −0,21 p.p.
1993 23,25 −0,14 p.p.
1992 23,39 −0,21 p.p.
1991 23,61

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.