Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Argentina

Occupazione vulnerabile in Argentina nel 2025 — 22,27%. È il 74º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,54 p.p..

2025 22,27% −0,15 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 74di 182
Massimo del periodo 24,07%2020
Minimo del periodo 18,62%2011

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Argentina, 1991–2025182022242619911995199920032007201120152019202320251991: 23,8%1992: 23,76%1993: 23,64%1994: 23,42%1995: 23,29%1996: 23,68%1997: 22,8%1998: 22,43%1999: 22,22%2000: 21,97%2001: 22,91%2002: 23,7%2003: 21,7%2004: 21,6%2005: 21,28%2006: 20,26%2007: 19,18%2008: 19,1%2009: 19,59%2010: 19,05%2011: 18,62%2012: 19,03%2013: 19,69%2014: 20,18%2015: 20,6%2016: 21,08%2017: 21,51%2018: 21,62%2019: 22,71%2020: 24,07%2021: 24,02%2022: 23,28%2023: 22,44%2024: 22,42%2025: 22,27%
Variazione nel periodo: −1,54 p.p. Media annua: -0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Argentina

Argentina 22,27%
Mondo 42,38%
America del Sud calcolato 32,24%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Argentina, per anno Argentina Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 22,27 −0,15 p.p.
2024 22,42 −0,02 p.p.
2023 22,44 −0,84 p.p.
2022 23,28 −0,74 p.p.
2021 24,02 −0,05 p.p.
2020 24,07 +1,35 p.p.
2019 22,71 +1,1 p.p.
2018 21,62 +0,11 p.p.
2017 21,51 +0,42 p.p.
2016 21,08 +0,48 p.p.
2015 20,6 +0,43 p.p.
2014 20,18 +0,49 p.p.
2013 19,69 +0,66 p.p.
2012 19,03 +0,41 p.p.
2011 18,62 −0,43 p.p.
2010 19,05 −0,54 p.p.
2009 19,59 +0,49 p.p.
2008 19,1 −0,08 p.p.
2007 19,18 −1,08 p.p.
2006 20,26 −1,02 p.p.
2005 21,28 −0,32 p.p.
2004 21,6 −0,1 p.p.
2003 21,7 −2 p.p.
2002 23,7 +0,79 p.p.
2001 22,91 +0,94 p.p.
2000 21,97 −0,24 p.p.
1999 22,22 −0,22 p.p.
1998 22,43 −0,37 p.p.
1997 22,8 −0,88 p.p.
1996 23,68 +0,4 p.p.
1995 23,29 −0,13 p.p.
1994 23,42 −0,22 p.p.
1993 23,64 −0,12 p.p.
1992 23,76 −0,05 p.p.
1991 23,8

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.