Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Brasile

Occupazione vulnerabile in Brasile nel 2025 — 26,08%. È il 87º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 4,52 p.p..

2025 26,08% −0,24 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 87di 182
Massimo del periodo 30,82%1993
Minimo del periodo 25,33%2014

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Brasile, 1991–2025242628303219911995199920032007201120152019202320251991: 30,6%1992: 30,81%1993: 30,82%1994: 30,61%1995: 30,48%1996: 29,43%1997: 29,81%1998: 29,9%1999: 30,47%2000: 30,2%2001: 29,99%2002: 30,09%2003: 30,18%2004: 29,69%2005: 29,65%2006: 28,66%2007: 28,25%2008: 26,46%2009: 26,16%2010: 25,86%2011: 25,53%2012: 25,35%2013: 25,43%2014: 25,33%2015: 26,26%2016: 26,65%2017: 26,91%2018: 27,18%2019: 27,6%2020: 27,94%2021: 29,38%2022: 27,8%2023: 27,01%2024: 26,33%2025: 26,08%
Variazione nel periodo: −4,52 p.p. Media annua: -0,13 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Brasile

Brasile 26,08%
Mondo 42,38%
America del Sud calcolato 32,24%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Brasile, per anno Brasile Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 26,08 −0,24 p.p.
2024 26,33 −0,68 p.p.
2023 27,01 −0,8 p.p.
2022 27,8 −1,58 p.p.
2021 29,38 +1,44 p.p.
2020 27,94 +0,34 p.p.
2019 27,6 +0,42 p.p.
2018 27,18 +0,28 p.p.
2017 26,91 +0,26 p.p.
2016 26,65 +0,39 p.p.
2015 26,26 +0,92 p.p.
2014 25,33 −0,1 p.p.
2013 25,43 +0,08 p.p.
2012 25,35 −0,18 p.p.
2011 25,53 −0,32 p.p.
2010 25,86 −0,31 p.p.
2009 26,16 −0,3 p.p.
2008 26,46 −1,79 p.p.
2007 28,25 −0,41 p.p.
2006 28,66 −1 p.p.
2005 29,65 −0,04 p.p.
2004 29,69 −0,49 p.p.
2003 30,18 +0,09 p.p.
2002 30,09 +0,1 p.p.
2001 29,99 −0,21 p.p.
2000 30,2 −0,26 p.p.
1999 30,47 +0,56 p.p.
1998 29,9 +0,1 p.p.
1997 29,81 +0,38 p.p.
1996 29,43 −1,05 p.p.
1995 30,48 −0,13 p.p.
1994 30,61 −0,21 p.p.
1993 30,82 +0 p.p.
1992 30,81 +0,21 p.p.
1991 30,6

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.