Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Romania

Disoccupazione maschile in Romania nel 2025 — 6,31%. È il 123º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 2,25 p.p..

2025 6,31% +0,66 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 123di 182
Massimo del periodo 8,96%2004
Minimo del periodo 4,32%2019

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Romania, 1991–20254681019911995199920032007201120152019202320251991: 8,56%1992: 8,59%1993: 8,18%1994: 7,71%1995: 7,54%1996: 6,28%1997: 5,21%1998: 5,76%1999: 6,81%2000: 7,45%2001: 7,01%2002: 8,53%2003: 7,41%2004: 8,96%2005: 7,76%2006: 8,19%2007: 7,21%2008: 6,67%2009: 7,65%2010: 7,57%2011: 7,74%2012: 7,35%2013: 7,71%2014: 7,35%2015: 7,54%2016: 6,59%2017: 5,61%2018: 4,72%2019: 4,32%2020: 5,29%2021: 5,99%2022: 6,04%2023: 5,94%2024: 5,65%2025: 6,31%
Variazione nel periodo: −2,25 p.p. Media annua: -0,07 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Romania

Romania 6,31%
Mondo 4,69%
Europa orientale calcolato 2,77%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Romania, per anno Romania Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 6,31 +0,66 p.p.
2024 5,65 −0,28 p.p.
2023 5,94 −0,1 p.p.
2022 6,04 +0,05 p.p.
2021 5,99 +0,69 p.p.
2020 5,29 +0,98 p.p.
2019 4,32 −0,4 p.p.
2018 4,72 −0,89 p.p.
2017 5,61 −0,99 p.p.
2016 6,59 −0,95 p.p.
2015 7,54 +0,19 p.p.
2014 7,35 −0,36 p.p.
2013 7,71 +0,36 p.p.
2012 7,35 −0,39 p.p.
2011 7,74 +0,17 p.p.
2010 7,57 −0,08 p.p.
2009 7,65 +0,98 p.p.
2008 6,67 −0,54 p.p.
2007 7,21 −0,98 p.p.
2006 8,19 +0,42 p.p.
2005 7,76 −1,2 p.p.
2004 8,96 +1,56 p.p.
2003 7,41 −1,12 p.p.
2002 8,53 +1,52 p.p.
2001 7,01 −0,44 p.p.
2000 7,45 +0,64 p.p.
1999 6,81 +1,05 p.p.
1998 5,76 +0,55 p.p.
1997 5,21 −1,07 p.p.
1996 6,28 −1,27 p.p.
1995 7,54 −0,17 p.p.
1994 7,71 −0,47 p.p.
1993 8,18 −0,41 p.p.
1992 8,59 +0,03 p.p.
1991 8,56

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.