Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Bielorussia

Disoccupazione maschile in Bielorussia nel 2025 — 4,06%. È il 71º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 3,32 p.p..

2025 4,06% −0,06 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 71di 182
Massimo del periodo 30,02%1996
Minimo del periodo 0,74%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Bielorussia, 1991–202501020304019911995199920032007201120152019202320251991: 0,74%1992: 3,81%1993: 10,45%1994: 15,74%1995: 21,78%1996: 30,02%1997: 21,04%1998: 17,23%1999: 15,77%2000: 15,03%2001: 14,27%2002: 13,43%2003: 12,59%2004: 11,7%2005: 10,83%2006: 9,98%2007: 9,17%2008: 8,33%2009: 7,55%2010: 7,53%2011: 7,53%2012: 7,48%2013: 7,49%2014: 7,49%2015: 7,49%2016: 7,47%2017: 7,22%2018: 5,92%2019: 5,11%2020: 4,77%2021: 4,72%2022: 4,23%2023: 4,13%2024: 4,12%2025: 4,06%
Variazione nel periodo: +3,32 p.p. Media annua: 0,1 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Bielorussia

Bielorussia 4,06%
Mondo 4,69%
Europa orientale calcolato 2,77%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 5,39%
Disoccupazione maschile — Bielorussia, per anno Bielorussia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,06 −0,06 p.p.
2024 4,12 −0 p.p.
2023 4,13 −0,11 p.p.
2022 4,23 −0,49 p.p.
2021 4,72 −0,05 p.p.
2020 4,77 −0,33 p.p.
2019 5,11 −0,82 p.p.
2018 5,92 −1,3 p.p.
2017 7,22 −0,25 p.p.
2016 7,47 −0,01 p.p.
2015 7,49 +0 p.p.
2014 7,49 −0,01 p.p.
2013 7,49 +0,01 p.p.
2012 7,48 −0,04 p.p.
2011 7,53 +0 p.p.
2010 7,53 −0,02 p.p.
2009 7,55 −0,78 p.p.
2008 8,33 −0,84 p.p.
2007 9,17 −0,81 p.p.
2006 9,98 −0,85 p.p.
2005 10,83 −0,87 p.p.
2004 11,7 −0,89 p.p.
2003 12,59 −0,84 p.p.
2002 13,43 −0,84 p.p.
2001 14,27 −0,77 p.p.
2000 15,03 −0,73 p.p.
1999 15,77 −1,47 p.p.
1998 17,23 −3,81 p.p.
1997 21,04 −8,98 p.p.
1996 30,02 +8,24 p.p.
1995 21,78 +6,03 p.p.
1994 15,74 +5,29 p.p.
1993 10,45 +6,64 p.p.
1992 3,81 +3,08 p.p.
1991 0,74

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.