Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Polonia

Disoccupazione maschile in Polonia nel 2025 — 2,83%. È il 46º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 9,55 p.p..

2025 2,83% +0,18 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 46di 182
Massimo del periodo 19,33%2002
Minimo del periodo 2,64%2024

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Polonia, 1991–20250510152019911995199920032007201120152019202320251991: 12,38%1992: 12,4%1993: 12,96%1994: 13,44%1995: 12,47%1996: 11,29%1997: 9,27%1998: 8,36%1999: 11,55%2000: 13,45%2001: 17,02%2002: 19,33%2003: 19,14%2004: 17,99%2005: 16,39%2006: 12,95%2007: 8,99%2008: 6,43%2009: 7,78%2010: 9,34%2011: 9,03%2012: 9,43%2013: 9,71%2014: 8,52%2015: 7,34%2016: 6,11%2017: 4,87%2018: 3,85%2019: 3,02%2020: 3,06%2021: 3,26%2022: 2,78%2023: 2,7%2024: 2,64%2025: 2,83%
Variazione nel periodo: −9,55 p.p. Media annua: -0,28 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Polonia

Polonia 2,83%
Mondo 4,69%
Europa orientale calcolato 2,77%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Polonia, per anno Polonia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 2,83 +0,18 p.p.
2024 2,64 −0,06 p.p.
2023 2,7 −0,07 p.p.
2022 2,78 −0,48 p.p.
2021 3,26 +0,2 p.p.
2020 3,06 +0,04 p.p.
2019 3,02 −0,83 p.p.
2018 3,85 −1,03 p.p.
2017 4,87 −1,24 p.p.
2016 6,11 −1,22 p.p.
2015 7,34 −1,18 p.p.
2014 8,52 −1,19 p.p.
2013 9,71 +0,28 p.p.
2012 9,43 +0,4 p.p.
2011 9,03 −0,31 p.p.
2010 9,34 +1,55 p.p.
2009 7,78 +1,35 p.p.
2008 6,43 −2,56 p.p.
2007 8,99 −3,96 p.p.
2006 12,95 −3,44 p.p.
2005 16,39 −1,6 p.p.
2004 17,99 −1,16 p.p.
2003 19,14 −0,19 p.p.
2002 19,33 +2,31 p.p.
2001 17,02 +3,57 p.p.
2000 13,45 +1,9 p.p.
1999 11,55 +3,19 p.p.
1998 8,36 −0,91 p.p.
1997 9,27 −2,02 p.p.
1996 11,29 −1,18 p.p.
1995 12,47 −0,97 p.p.
1994 13,44 +0,48 p.p.
1993 12,96 +0,56 p.p.
1992 12,4 +0,02 p.p.
1991 12,38

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.