Disoccupazione femminile — tutti i paesi

Disoccupazione femminile — Polonia

Disoccupazione femminile in Polonia nel 2025 — 3,15%. È il 36º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 11,96 p.p..

2025 3,15% +0,15 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 36di 182
Massimo del periodo 21,25%2002
Minimo del periodo 2,79%2023

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro femminile

Disoccupazione femminile — Polonia, 1991–2025010203019911995199920032007201120152019202320251991: 15,11%1992: 15,13%1993: 16,1%1994: 16,46%1995: 15,15%1996: 14,34%1997: 13%1998: 11,82%1999: 13,17%2000: 16,68%2001: 20,1%2002: 21,25%2003: 20,79%2004: 19,82%2005: 19,04%2006: 14,82%2007: 10,23%2008: 7,84%2009: 8,55%2010: 9,87%2011: 10,24%2012: 10,76%2013: 11%2014: 9,52%2015: 7,65%2016: 6,18%2017: 4,86%2018: 3,82%2019: 3,57%2020: 3,28%2021: 3,28%2022: 2,85%2023: 2,79%2024: 3%2025: 3,15%
Variazione nel periodo: −11,96 p.p. Media annua: -0,35 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Polonia

Polonia 3,15%
Mondo 4,94%
Europa orientale calcolato 2,83%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,72%
Disoccupazione femminile — Polonia, per anno Polonia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 3,15 +0,15 p.p.
2024 3 +0,21 p.p.
2023 2,79 −0,06 p.p.
2022 2,85 −0,43 p.p.
2021 3,28 +0,01 p.p.
2020 3,28 −0,29 p.p.
2019 3,57 −0,25 p.p.
2018 3,82 −1,04 p.p.
2017 4,86 −1,31 p.p.
2016 6,18 −1,47 p.p.
2015 7,65 −1,88 p.p.
2014 9,52 −1,48 p.p.
2013 11 +0,24 p.p.
2012 10,76 +0,52 p.p.
2011 10,24 +0,37 p.p.
2010 9,87 +1,32 p.p.
2009 8,55 +0,7 p.p.
2008 7,84 −2,39 p.p.
2007 10,23 −4,59 p.p.
2006 14,82 −4,22 p.p.
2005 19,04 −0,77 p.p.
2004 19,82 −0,98 p.p.
2003 20,79 −0,46 p.p.
2002 21,25 +1,15 p.p.
2001 20,1 +3,42 p.p.
2000 16,68 +3,51 p.p.
1999 13,17 +1,35 p.p.
1998 11,82 −1,18 p.p.
1997 13 −1,35 p.p.
1996 14,34 −0,81 p.p.
1995 15,15 −1,31 p.p.
1994 16,46 +0,36 p.p.
1993 16,1 +0,97 p.p.
1992 15,13 +0,03 p.p.
1991 15,11

Sull'indicatore

Quota di disoccupate sulla forza lavoro femminile. Il divario con la disoccupazione maschile riflette sia la struttura della domanda di lavoro sia le barriere che le donne incontrano nell'accesso all'occupazione. In alcuni paesi l'indicatore sembra favorevole solo perché molte donne non fanno affatto parte della forza lavoro: leggilo insieme al tasso di attività femminile.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.