Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Myanmar

Disoccupazione maschile in Myanmar nel 2025 — 2,75%. È il 39º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 2,03 p.p..

2025 2,75% +0,25 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 39di 182
Massimo del periodo 3,92%2021
Minimo del periodo 0,36%2019

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Myanmar, 1991–20250123419911995199920032007201120152019202320251991: 0,72%1992: 0,69%1993: 0,68%1994: 0,64%1995: 0,65%1996: 0,65%1997: 0,66%1998: 0,67%1999: 0,65%2000: 0,62%2001: 0,6%2002: 0,6%2003: 0,6%2004: 0,59%2005: 0,59%2006: 0,59%2007: 0,6%2008: 0,61%2009: 0,62%2010: 0,63%2011: 0,66%2012: 0,67%2013: 0,68%2014: 0,67%2015: 0,67%2016: 0,87%2017: 1,07%2018: 0,64%2019: 0,36%2020: 1,05%2021: 3,92%2022: 2,66%2023: 2,58%2024: 2,5%2025: 2,75%
Variazione nel periodo: +2,03 p.p. Media annua: 0,06 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Myanmar

Myanmar 2,75%
Mondo 4,69%
Asia sudorientale calcolato 2,48%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 4,07%
Disoccupazione maschile — Myanmar, per anno Myanmar Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 2,75 +0,25 p.p.
2024 2,5 −0,08 p.p.
2023 2,58 −0,08 p.p.
2022 2,66 −1,27 p.p.
2021 3,92 +2,87 p.p.
2020 1,05 +0,69 p.p.
2019 0,36 −0,27 p.p.
2018 0,64 −0,43 p.p.
2017 1,07 +0,2 p.p.
2016 0,87 +0,2 p.p.
2015 0,67 +0 p.p.
2014 0,67 −0,01 p.p.
2013 0,68 +0,01 p.p.
2012 0,67 +0,02 p.p.
2011 0,66 +0,02 p.p.
2010 0,63 +0,01 p.p.
2009 0,62 +0,01 p.p.
2008 0,61 +0,02 p.p.
2007 0,6 +0,01 p.p.
2006 0,59 +0 p.p.
2005 0,59 −0 p.p.
2004 0,59 −0,01 p.p.
2003 0,6 +0 p.p.
2002 0,6 −0 p.p.
2001 0,6 −0,02 p.p.
2000 0,62 −0,03 p.p.
1999 0,65 −0,02 p.p.
1998 0,67 +0,01 p.p.
1997 0,66 +0,01 p.p.
1996 0,65 +0 p.p.
1995 0,65 +0,01 p.p.
1994 0,64 −0,04 p.p.
1993 0,68 −0,01 p.p.
1992 0,69 −0,03 p.p.
1991 0,72

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.