Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Thailandia

Disoccupazione maschile in Thailandia nel 2025 — 0,75%. È il 5º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,23 p.p..

2025 0,75% +0,01 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 5di 182
Massimo del periodo 3,41%1998
Minimo del periodo 0,26%2013

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Thailandia, 1991–20250123419911995199920032007201120152019202320251991: 1,99%1992: 1,24%1993: 1,22%1994: 1,13%1995: 0,9%1996: 1,03%1997: 0,85%1998: 3,41%1999: 2,99%2000: 2,44%2001: 2,69%2002: 1,98%2003: 1,62%2004: 1,62%2005: 1,47%2006: 1,3%2007: 1,28%2008: 1,3%2009: 1,52%2010: 0,62%2011: 0,65%2012: 0,62%2013: 0,26%2014: 0,59%2015: 0,59%2016: 0,67%2017: 0,82%2018: 0,78%2019: 0,7%2020: 1,11%2021: 1,19%2022: 0,84%2023: 0,67%2024: 0,74%2025: 0,75%
Variazione nel periodo: −1,23 p.p. Media annua: -0,04 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Thailandia

Thailandia 0,75%
Mondo 4,69%
Asia sudorientale calcolato 2,48%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 5,39%
Disoccupazione maschile — Thailandia, per anno Thailandia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 0,75 +0,01 p.p.
2024 0,74 +0,07 p.p.
2023 0,67 −0,17 p.p.
2022 0,84 −0,35 p.p.
2021 1,19 +0,08 p.p.
2020 1,11 +0,41 p.p.
2019 0,7 −0,08 p.p.
2018 0,78 −0,03 p.p.
2017 0,82 +0,15 p.p.
2016 0,67 +0,08 p.p.
2015 0,59 +0 p.p.
2014 0,59 +0,33 p.p.
2013 0,26 −0,36 p.p.
2012 0,62 −0,03 p.p.
2011 0,65 +0,02 p.p.
2010 0,62 −0,9 p.p.
2009 1,52 +0,22 p.p.
2008 1,3 +0,02 p.p.
2007 1,28 −0,03 p.p.
2006 1,3 −0,17 p.p.
2005 1,47 −0,15 p.p.
2004 1,62 −0 p.p.
2003 1,62 −0,35 p.p.
2002 1,98 −0,72 p.p.
2001 2,69 +0,26 p.p.
2000 2,44 −0,55 p.p.
1999 2,99 −0,42 p.p.
1998 3,41 +2,56 p.p.
1997 0,85 −0,19 p.p.
1996 1,03 +0,13 p.p.
1995 0,9 −0,23 p.p.
1994 1,13 −0,09 p.p.
1993 1,22 −0,02 p.p.
1992 1,24 −0,75 p.p.
1991 1,99

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.