Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Indonesia

Disoccupazione maschile in Indonesia nel 2025 — 3,38%. È il 57º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 0,99 p.p..

2025 3,38% −0,06 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 57di 182
Massimo del periodo 6,94%2007
Minimo del periodo 2,39%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Indonesia, 1991–20250246819911995199920032007201120152019202320251991: 2,39%1992: 2,59%1993: 2,63%1994: 3,88%1995: 4,05%1996: 4,22%1997: 4,09%1998: 5,05%1999: 6,03%2000: 5,68%2001: 5,31%2002: 5,88%2003: 5,7%2004: 6,24%2005: 6,77%2006: 6,58%2007: 6,94%2008: 6,66%2009: 5,74%2010: 5,13%2011: 4,9%2012: 4,27%2013: 4,38%2014: 4,15%2015: 4,57%2016: 4,57%2017: 3,98%2018: 4,52%2019: 3,75%2020: 4,57%2021: 4,27%2022: 3,66%2023: 3,46%2024: 3,45%2025: 3,38%
Variazione nel periodo: +0,99 p.p. Media annua: 0,03 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Indonesia

Indonesia 3,38%
Mondo 4,69%
Asia sudorientale calcolato 2,48%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 5,39%
Disoccupazione maschile — Indonesia, per anno Indonesia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 3,38 −0,06 p.p.
2024 3,45 −0,01 p.p.
2023 3,46 −0,21 p.p.
2022 3,66 −0,61 p.p.
2021 4,27 −0,3 p.p.
2020 4,57 +0,82 p.p.
2019 3,75 −0,77 p.p.
2018 4,52 +0,54 p.p.
2017 3,98 −0,6 p.p.
2016 4,57 +0,01 p.p.
2015 4,57 +0,42 p.p.
2014 4,15 −0,23 p.p.
2013 4,38 +0,11 p.p.
2012 4,27 −0,63 p.p.
2011 4,9 −0,23 p.p.
2010 5,13 −0,61 p.p.
2009 5,74 −0,92 p.p.
2008 6,66 −0,29 p.p.
2007 6,94 +0,36 p.p.
2006 6,58 −0,19 p.p.
2005 6,77 +0,53 p.p.
2004 6,24 +0,54 p.p.
2003 5,7 −0,18 p.p.
2002 5,88 +0,58 p.p.
2001 5,31 −0,38 p.p.
2000 5,68 −0,35 p.p.
1999 6,03 +0,99 p.p.
1998 5,05 +0,95 p.p.
1997 4,09 −0,13 p.p.
1996 4,22 +0,17 p.p.
1995 4,05 +0,17 p.p.
1994 3,88 +1,25 p.p.
1993 2,63 +0,04 p.p.
1992 2,59 +0,19 p.p.
1991 2,39

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.