Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Haiti

Occupazione vulnerabile ad Haiti nel 2025 — 76,04%. È il 165º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 1,46 p.p..

2025 76,04% +0,05 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 165di 182
Massimo del periodo 76,6%2020
Minimo del periodo 74,12%2014

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Haiti, 1991–20257475767719911995199920032007201120152019202320251991: 74,58%1992: 74,9%1993: 74,82%1994: 75,09%1995: 75,1%1996: 75,08%1997: 75,36%1998: 75,27%1999: 75,29%2000: 75,39%2001: 75,34%2002: 75,32%2003: 75,04%2004: 74,92%2005: 74,78%2006: 74,62%2007: 74,62%2008: 74,49%2009: 74,36%2010: 74,47%2011: 74,3%2012: 74,3%2013: 74,37%2014: 74,12%2015: 74,14%2016: 74,27%2017: 74,33%2018: 74,23%2019: 74,29%2020: 76,6%2021: 76%2022: 75,89%2023: 75,87%2024: 75,98%2025: 76,04%
Variazione nel periodo: +1,46 p.p. Media annua: 0,04 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Haiti

Haiti 76,04%
Mondo 42,38%
Paesi a basso reddito calcolato 75,71%
Occupazione vulnerabile — Haiti, per anno Haiti Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 76,04 +0,05 p.p.
2024 75,98 +0,11 p.p.
2023 75,87 −0,02 p.p.
2022 75,89 −0,11 p.p.
2021 76 −0,61 p.p.
2020 76,6 +2,32 p.p.
2019 74,29 +0,06 p.p.
2018 74,23 −0,1 p.p.
2017 74,33 +0,06 p.p.
2016 74,27 +0,13 p.p.
2015 74,14 +0,02 p.p.
2014 74,12 −0,26 p.p.
2013 74,37 +0,07 p.p.
2012 74,3 +0 p.p.
2011 74,3 −0,18 p.p.
2010 74,47 +0,11 p.p.
2009 74,36 −0,13 p.p.
2008 74,49 −0,13 p.p.
2007 74,62 +0 p.p.
2006 74,62 −0,16 p.p.
2005 74,78 −0,15 p.p.
2004 74,92 −0,12 p.p.
2003 75,04 −0,28 p.p.
2002 75,32 −0,02 p.p.
2001 75,34 −0,06 p.p.
2000 75,39 +0,1 p.p.
1999 75,29 +0,02 p.p.
1998 75,27 −0,09 p.p.
1997 75,36 +0,29 p.p.
1996 75,08 −0,02 p.p.
1995 75,1 +0,01 p.p.
1994 75,09 +0,27 p.p.
1993 74,82 −0,08 p.p.
1992 74,9 +0,32 p.p.
1991 74,58

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.