Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Cuba

Occupazione vulnerabile a Cuba nel 2025 — 19,32%. È il 67º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 13,45 p.p..

2025 19,32% −0,06 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 67di 182
Massimo del periodo 21,4%2019
Minimo del periodo 5,87%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Cuba, 1991–2025010203019911995199920032007201120152019202320251991: 5,87%1992: 6,19%1993: 6,6%1994: 6,32%1995: 6,29%1996: 6,04%1997: 6,87%1998: 7,82%1999: 9,02%2000: 9,44%2001: 10,41%2002: 10,44%2003: 11,28%2004: 11,5%2005: 11,24%2006: 10,17%2007: 9,6%2008: 9,79%2009: 9,36%2010: 9,48%2011: 14,83%2012: 16,36%2013: 17,23%2014: 18,37%2015: 19,41%2016: 20,35%2017: 21,31%2018: 21,27%2019: 21,4%2020: 21,06%2021: 20,51%2022: 20,24%2023: 19,41%2024: 19,38%2025: 19,32%
Variazione nel periodo: +13,45 p.p. Media annua: 0,4 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Cuba

Cuba 19,32%
Mondo 42,38%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Cuba, per anno Cuba Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 19,32 −0,06 p.p.
2024 19,38 −0,03 p.p.
2023 19,41 −0,82 p.p.
2022 20,24 −0,28 p.p.
2021 20,51 −0,55 p.p.
2020 21,06 −0,34 p.p.
2019 21,4 +0,13 p.p.
2018 21,27 −0,05 p.p.
2017 21,31 +0,97 p.p.
2016 20,35 +0,94 p.p.
2015 19,41 +1,04 p.p.
2014 18,37 +1,14 p.p.
2013 17,23 +0,87 p.p.
2012 16,36 +1,53 p.p.
2011 14,83 +5,35 p.p.
2010 9,48 +0,11 p.p.
2009 9,36 −0,43 p.p.
2008 9,79 +0,2 p.p.
2007 9,6 −0,57 p.p.
2006 10,17 −1,07 p.p.
2005 11,24 −0,26 p.p.
2004 11,5 +0,22 p.p.
2003 11,28 +0,83 p.p.
2002 10,44 +0,03 p.p.
2001 10,41 +0,98 p.p.
2000 9,44 +0,42 p.p.
1999 9,02 +1,19 p.p.
1998 7,82 +0,95 p.p.
1997 6,87 +0,83 p.p.
1996 6,04 −0,25 p.p.
1995 6,29 −0,03 p.p.
1994 6,32 −0,27 p.p.
1993 6,6 +0,41 p.p.
1992 6,19 +0,31 p.p.
1991 5,87

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.