Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Cuba

Disoccupazione maschile a Cuba nel 2025 — 1,66%. È il 16º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 4,01 p.p..

2025 1,66% −0,02 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 16di 182
Massimo del periodo 6,53%1993
Minimo del periodo 1,35%2008

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Cuba, 1991–20250246819911995199920032007201120152019202320251991: 5,67%1992: 6,08%1993: 6,53%1994: 6,17%1995: 5,74%1996: 5,09%1997: 4,92%1998: 4,55%1999: 4,42%2000: 3,91%2001: 3,17%2002: 2,59%2003: 1,73%2004: 1,66%2005: 1,8%2006: 1,73%2007: 1,74%2008: 1,35%2009: 1,47%2010: 2,37%2011: 2,97%2012: 3,36%2013: 3,12%2014: 2,42%2015: 2,28%2016: 1,88%2017: 1,74%2018: 1,62%2019: 1,62%2020: 2,21%2021: 2,06%2022: 1,75%2023: 1,65%2024: 1,67%2025: 1,66%
Variazione nel periodo: −4,01 p.p. Media annua: -0,12 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Cuba

Cuba 1,66%
Mondo 4,69%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 5,39%
Disoccupazione maschile — Cuba, per anno Cuba Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 1,66 −0,02 p.p.
2024 1,67 +0,03 p.p.
2023 1,65 −0,1 p.p.
2022 1,75 −0,31 p.p.
2021 2,06 −0,15 p.p.
2020 2,21 +0,58 p.p.
2019 1,62 +0,01 p.p.
2018 1,62 −0,13 p.p.
2017 1,74 −0,14 p.p.
2016 1,88 −0,4 p.p.
2015 2,28 −0,14 p.p.
2014 2,42 −0,71 p.p.
2013 3,12 −0,24 p.p.
2012 3,36 +0,39 p.p.
2011 2,97 +0,6 p.p.
2010 2,37 +0,9 p.p.
2009 1,47 +0,12 p.p.
2008 1,35 −0,39 p.p.
2007 1,74 +0,01 p.p.
2006 1,73 −0,07 p.p.
2005 1,8 +0,14 p.p.
2004 1,66 −0,07 p.p.
2003 1,73 −0,86 p.p.
2002 2,59 −0,58 p.p.
2001 3,17 −0,74 p.p.
2000 3,91 −0,52 p.p.
1999 4,42 −0,13 p.p.
1998 4,55 −0,37 p.p.
1997 4,92 −0,17 p.p.
1996 5,09 −0,65 p.p.
1995 5,74 −0,43 p.p.
1994 6,17 −0,36 p.p.
1993 6,53 +0,45 p.p.
1992 6,08 +0,42 p.p.
1991 5,67

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.