Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Bhutan

Disoccupazione maschile in Bhutan nel 2025 — 2,64%. È il 34º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 1,26 p.p..

2025 2,64% −0,07 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 34di 182
Massimo del periodo 4,54%2022
Minimo del periodo 1,2%2001

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Bhutan, 1991–2025024619911995199920032007201120152019202320251991: 1,38%1992: 1,39%1993: 1,42%1994: 1,41%1995: 1,4%1996: 1,39%1997: 1,39%1998: 1,4%1999: 1,24%2000: 1,21%2001: 1,2%2002: 1,26%2003: 1,3%2004: 1,89%2005: 2,93%2006: 2,64%2007: 2,9%2008: 2,84%2009: 2,75%2010: 2,77%2011: 2%2012: 1,92%2013: 2,25%2014: 1,99%2015: 1,91%2016: 2,15%2017: 2,45%2018: 2,75%2019: 2,28%2020: 4,23%2021: 3,72%2022: 4,54%2023: 2,38%2024: 2,71%2025: 2,64%
Variazione nel periodo: +1,26 p.p. Media annua: 0,04 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Bhutan

Bhutan 2,64%
Mondo 4,69%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 4,07%
Disoccupazione maschile — Bhutan, per anno Bhutan Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 2,64 −0,07 p.p.
2024 2,71 +0,34 p.p.
2023 2,38 −2,16 p.p.
2022 4,54 +0,82 p.p.
2021 3,72 −0,51 p.p.
2020 4,23 +1,94 p.p.
2019 2,28 −0,46 p.p.
2018 2,75 +0,3 p.p.
2017 2,45 +0,3 p.p.
2016 2,15 +0,24 p.p.
2015 1,91 −0,08 p.p.
2014 1,99 −0,26 p.p.
2013 2,25 +0,33 p.p.
2012 1,92 −0,09 p.p.
2011 2 −0,77 p.p.
2010 2,77 +0,02 p.p.
2009 2,75 −0,09 p.p.
2008 2,84 −0,07 p.p.
2007 2,9 +0,27 p.p.
2006 2,64 −0,3 p.p.
2005 2,93 +1,04 p.p.
2004 1,89 +0,6 p.p.
2003 1,3 +0,04 p.p.
2002 1,26 +0,06 p.p.
2001 1,2 −0,02 p.p.
2000 1,21 −0,02 p.p.
1999 1,24 −0,16 p.p.
1998 1,4 +0,01 p.p.
1997 1,39 +0 p.p.
1996 1,39 −0,01 p.p.
1995 1,4 −0,01 p.p.
1994 1,41 −0,01 p.p.
1993 1,42 +0,03 p.p.
1992 1,39 +0,01 p.p.
1991 1,38

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.