Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Angola

Occupazione vulnerabile in Angola nel 2025 — 66,27%. È il 150º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 15,86 p.p..

2025 66,27% +0,03 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 150di 182
Massimo del periodo 83,08%1995
Minimo del periodo 65,22%2017

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Angola, 1991–2025657075808519911995199920032007201120152019202320251991: 82,13%1992: 82,17%1993: 82,63%1994: 82,99%1995: 83,08%1996: 82,9%1997: 82,6%1998: 82,24%1999: 81,89%2000: 81,58%2001: 81,29%2002: 80,89%2003: 80,52%2004: 80,08%2005: 79,52%2006: 78,98%2007: 78,38%2008: 77,61%2009: 76,9%2010: 75,49%2011: 74,35%2012: 71,39%2013: 68,42%2014: 65,39%2015: 65,26%2016: 65,22%2017: 65,22%2018: 65,26%2019: 65,27%2020: 65,94%2021: 65,79%2022: 66,31%2023: 66,31%2024: 66,23%2025: 66,27%
Variazione nel periodo: −15,86 p.p. Media annua: -0,47 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Angola

Angola 66,27%
Mondo 42,38%
Africa centrale calcolato 75,8%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 62,75%
Occupazione vulnerabile — Angola, per anno Angola Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 66,27 +0,03 p.p.
2024 66,23 −0,08 p.p.
2023 66,31 −0 p.p.
2022 66,31 +0,52 p.p.
2021 65,79 −0,15 p.p.
2020 65,94 +0,67 p.p.
2019 65,27 +0,01 p.p.
2018 65,26 +0,04 p.p.
2017 65,22 −0 p.p.
2016 65,22 −0,04 p.p.
2015 65,26 −0,12 p.p.
2014 65,39 −3,03 p.p.
2013 68,42 −2,98 p.p.
2012 71,39 −2,95 p.p.
2011 74,35 −1,15 p.p.
2010 75,49 −1,41 p.p.
2009 76,9 −0,71 p.p.
2008 77,61 −0,77 p.p.
2007 78,38 −0,6 p.p.
2006 78,98 −0,54 p.p.
2005 79,52 −0,57 p.p.
2004 80,08 −0,44 p.p.
2003 80,52 −0,36 p.p.
2002 80,89 −0,4 p.p.
2001 81,29 −0,3 p.p.
2000 81,58 −0,31 p.p.
1999 81,89 −0,35 p.p.
1998 82,24 −0,37 p.p.
1997 82,6 −0,3 p.p.
1996 82,9 −0,18 p.p.
1995 83,08 +0,09 p.p.
1994 82,99 +0,36 p.p.
1993 82,63 +0,47 p.p.
1992 82,17 +0,04 p.p.
1991 82,13

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.