Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Africa centrale

Occupazione vulnerabile in Africa centrale nel 2025 — 75,8%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 4,95 p.p..

2025 75,8% −0,15 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 82,05%1997
Minimo del periodo 75,8%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Africa centrale, 1991–202574767880828419911995199920032007201120152019202320251991: 80,75%1992: 81,01%1993: 81,4%1994: 81,69%1995: 81,93%1996: 81,96%1997: 82,05%1998: 82,01%1999: 81,96%2000: 81,88%2001: 81,8%2002: 81,65%2003: 81,49%2004: 81,2%2005: 80,87%2006: 80,53%2007: 80,16%2008: 79,69%2009: 79,33%2010: 78,76%2011: 78,3%2012: 77,49%2013: 76,85%2014: 76,18%2015: 76,04%2016: 76,02%2017: 76,01%2018: 75,95%2019: 75,98%2020: 76,84%2021: 76,23%2022: 76,17%2023: 76,08%2024: 75,95%2025: 75,8%
Variazione nel periodo: −4,95 p.p. Media annua: -0,15 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Africa centrale

Africa centrale 75,8%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Africa centrale, per anno Africa centrale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 75,8 −0,15 p.p.
2024 75,95 −0,14 p.p.
2023 76,08 −0,09 p.p.
2022 76,17 −0,06 p.p.
2021 76,23 −0,61 p.p.
2020 76,84 +0,87 p.p.
2019 75,98 +0,02 p.p.
2018 75,95 −0,05 p.p.
2017 76,01 −0,01 p.p.
2016 76,02 −0,03 p.p.
2015 76,04 −0,13 p.p.
2014 76,18 −0,68 p.p.
2013 76,85 −0,63 p.p.
2012 77,49 −0,81 p.p.
2011 78,3 −0,47 p.p.
2010 78,76 −0,56 p.p.
2009 79,33 −0,36 p.p.
2008 79,69 −0,47 p.p.
2007 80,16 −0,36 p.p.
2006 80,53 −0,35 p.p.
2005 80,87 −0,33 p.p.
2004 81,2 −0,29 p.p.
2003 81,49 −0,16 p.p.
2002 81,65 −0,15 p.p.
2001 81,8 −0,08 p.p.
2000 81,88 −0,08 p.p.
1999 81,96 −0,05 p.p.
1998 82,01 −0,03 p.p.
1997 82,05 +0,09 p.p.
1996 81,96 +0,03 p.p.
1995 81,93 +0,23 p.p.
1994 81,69 +0,29 p.p.
1993 81,4 +0,4 p.p.
1992 81,01 +0,26 p.p.
1991 80,75

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.