Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Norvegia

Occupazione vulnerabile in Norvegia nel 2025 — 4,17%. È il 9º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 5,21 p.p..

2025 4,17% −0,07 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 9di 182
Massimo del periodo 9,38%1991
Minimo del periodo 4,17%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Norvegia, 1991–20254681019911995199920032007201120152019202320251991: 9,38%1992: 9,18%1993: 8,92%1994: 8,52%1995: 8,3%1996: 7,24%1997: 6,79%1998: 6,82%1999: 6,02%2000: 5,7%2001: 5,8%2002: 5,75%2003: 5,85%2004: 5,72%2005: 5,6%2006: 6,5%2007: 5,88%2008: 5,95%2009: 6,1%2010: 5,47%2011: 5,6%2012: 5,04%2013: 5,04%2014: 5,47%2015: 5,27%2016: 5,18%2017: 4,85%2018: 4,67%2019: 4,56%2020: 4,43%2021: 4,27%2022: 4,26%2023: 4,26%2024: 4,24%2025: 4,17%
Variazione nel periodo: −5,21 p.p. Media annua: -0,15 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Norvegia

Norvegia 4,17%
Mondo 42,38%
Europa settentrionale calcolato 9,94%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Norvegia, per anno Norvegia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,17 −0,07 p.p.
2024 4,24 −0,02 p.p.
2023 4,26 +0 p.p.
2022 4,26 −0,01 p.p.
2021 4,27 −0,16 p.p.
2020 4,43 −0,12 p.p.
2019 4,56 −0,12 p.p.
2018 4,67 −0,18 p.p.
2017 4,85 −0,32 p.p.
2016 5,18 −0,1 p.p.
2015 5,27 −0,19 p.p.
2014 5,47 +0,42 p.p.
2013 5,04 +0 p.p.
2012 5,04 −0,56 p.p.
2011 5,6 +0,13 p.p.
2010 5,47 −0,63 p.p.
2009 6,1 +0,15 p.p.
2008 5,95 +0,07 p.p.
2007 5,88 −0,62 p.p.
2006 6,5 +0,9 p.p.
2005 5,6 −0,13 p.p.
2004 5,72 −0,13 p.p.
2003 5,85 +0,1 p.p.
2002 5,75 −0,05 p.p.
2001 5,8 +0,09 p.p.
2000 5,7 −0,31 p.p.
1999 6,02 −0,8 p.p.
1998 6,82 +0,03 p.p.
1997 6,79 −0,45 p.p.
1996 7,24 −1,06 p.p.
1995 8,3 −0,22 p.p.
1994 8,52 −0,39 p.p.
1993 8,92 −0,26 p.p.
1992 9,18 −0,2 p.p.
1991 9,38

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.