Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Lituania

Occupazione vulnerabile in Lituania nel 2025 — 10,36%. È il 42º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 5,45 p.p..

2025 10,36% −0,19 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 42di 182
Massimo del periodo 19,69%2003
Minimo del periodo 9,8%2011

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Lituania, 1991–20257,51012,51517,52019911995199920032007201120152019202320251991: 15,8%1992: 16,24%1993: 17%1994: 17,75%1995: 18,44%1996: 18,8%1997: 18,78%1998: 18,62%1999: 19,43%2000: 18,57%2001: 19,02%2002: 19,57%2003: 19,69%2004: 17,66%2005: 16,07%2006: 15,85%2007: 13,5%2008: 10,78%2009: 11,08%2010: 10,08%2011: 9,8%2012: 10,22%2013: 10,84%2014: 11,14%2015: 11,28%2016: 11,3%2017: 10,99%2018: 10,64%2019: 10,6%2020: 10,75%2021: 10,55%2022: 10,81%2023: 10,79%2024: 10,54%2025: 10,36%
Variazione nel periodo: −5,45 p.p. Media annua: -0,16 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Lituania

Lituania 10,36%
Mondo 42,38%
Europa settentrionale calcolato 9,94%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Lituania, per anno Lituania Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 10,36 −0,19 p.p.
2024 10,54 −0,24 p.p.
2023 10,79 −0,03 p.p.
2022 10,81 +0,26 p.p.
2021 10,55 −0,19 p.p.
2020 10,75 +0,15 p.p.
2019 10,6 −0,04 p.p.
2018 10,64 −0,36 p.p.
2017 10,99 −0,31 p.p.
2016 11,3 +0,02 p.p.
2015 11,28 +0,14 p.p.
2014 11,14 +0,3 p.p.
2013 10,84 +0,63 p.p.
2012 10,22 +0,42 p.p.
2011 9,8 −0,28 p.p.
2010 10,08 −1 p.p.
2009 11,08 +0,29 p.p.
2008 10,78 −2,72 p.p.
2007 13,5 −2,34 p.p.
2006 15,85 −0,22 p.p.
2005 16,07 −1,59 p.p.
2004 17,66 −2,03 p.p.
2003 19,69 +0,11 p.p.
2002 19,57 +0,55 p.p.
2001 19,02 +0,45 p.p.
2000 18,57 −0,85 p.p.
1999 19,43 +0,81 p.p.
1998 18,62 −0,17 p.p.
1997 18,78 −0,01 p.p.
1996 18,8 +0,35 p.p.
1995 18,44 +0,69 p.p.
1994 17,75 +0,76 p.p.
1993 17 +0,76 p.p.
1992 16,24 +0,43 p.p.
1991 15,8

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.