Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Lettonia

Occupazione vulnerabile in Lettonia nel 2025 — 8,62%. È il 31º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 1,65 p.p..

2025 8,62% −0,09 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 31di 182
Massimo del periodo 16,25%1997
Minimo del periodo 6,97%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Lettonia, 1991–202557,51012,51517,519911995199920032007201120152019202320251991: 6,97%1992: 8,61%1993: 9,88%1994: 10,75%1995: 11,27%1996: 11,6%1997: 16,25%1998: 15,21%1999: 15,38%2000: 13,69%2001: 14,44%2002: 13,47%2003: 13,08%2004: 12,91%2005: 11,05%2006: 10,16%2007: 9,7%2008: 9,03%2009: 9,53%2010: 9,64%2011: 9,52%2012: 9,37%2013: 9,36%2014: 9,37%2015: 9,44%2016: 9,45%2017: 8,76%2018: 8,69%2019: 8,4%2020: 8,85%2021: 8,42%2022: 8,25%2023: 8,27%2024: 8,71%2025: 8,62%
Variazione nel periodo: +1,65 p.p. Media annua: 0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Lettonia

Lettonia 8,62%
Mondo 42,38%
Europa settentrionale calcolato 9,94%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Lettonia, per anno Lettonia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,62 −0,09 p.p.
2024 8,71 +0,43 p.p.
2023 8,27 +0,02 p.p.
2022 8,25 −0,17 p.p.
2021 8,42 −0,42 p.p.
2020 8,85 +0,44 p.p.
2019 8,4 −0,29 p.p.
2018 8,69 −0,06 p.p.
2017 8,76 −0,69 p.p.
2016 9,45 +0,01 p.p.
2015 9,44 +0,07 p.p.
2014 9,37 +0,01 p.p.
2013 9,36 −0 p.p.
2012 9,37 −0,15 p.p.
2011 9,52 −0,13 p.p.
2010 9,64 +0,12 p.p.
2009 9,53 +0,49 p.p.
2008 9,03 −0,67 p.p.
2007 9,7 −0,45 p.p.
2006 10,16 −0,89 p.p.
2005 11,05 −1,86 p.p.
2004 12,91 −0,17 p.p.
2003 13,08 −0,39 p.p.
2002 13,47 −0,97 p.p.
2001 14,44 +0,75 p.p.
2000 13,69 −1,69 p.p.
1999 15,38 +0,18 p.p.
1998 15,21 −1,05 p.p.
1997 16,25 +4,65 p.p.
1996 11,6 +0,33 p.p.
1995 11,27 +0,52 p.p.
1994 10,75 +0,87 p.p.
1993 9,88 +1,27 p.p.
1992 8,61 +1,64 p.p.
1991 6,97

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.