Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Isole del Canale

Occupazione vulnerabile nelle Isole del Canale nel 2025 — 4,17%. È il 10º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,77 p.p..

2025 4,17% −0,06 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 10di 182
Massimo del periodo 5,94%1991
Minimo del periodo 3,99%2008

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Isole del Canale, 1991–20253,544,555,5619911995199920032007201120152019202320251991: 5,94%1992: 5,87%1993: 5,78%1994: 5,65%1995: 5,5%1996: 5,35%1997: 5,15%1998: 4,95%1999: 4,76%2000: 4,62%2001: 4,5%2002: 4,42%2003: 4,33%2004: 4,25%2005: 4,17%2006: 4,1%2007: 4,03%2008: 3,99%2009: 4,06%2010: 4,18%2011: 4,27%2012: 4,44%2013: 4,57%2014: 4,63%2015: 4,68%2016: 4,71%2017: 4,69%2018: 4,66%2019: 4,61%2020: 4,85%2021: 4,55%2022: 4,43%2023: 4,33%2024: 4,23%2025: 4,17%
Variazione nel periodo: −1,77 p.p. Media annua: -0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Isole del Canale

Isole del Canale 4,17%
Mondo 42,38%
Europa settentrionale calcolato 9,94%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Isole del Canale, per anno Isole del Canale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,17 −0,06 p.p.
2024 4,23 −0,1 p.p.
2023 4,33 −0,11 p.p.
2022 4,43 −0,12 p.p.
2021 4,55 −0,29 p.p.
2020 4,85 +0,24 p.p.
2019 4,61 −0,05 p.p.
2018 4,66 −0,03 p.p.
2017 4,69 −0,01 p.p.
2016 4,71 +0,03 p.p.
2015 4,68 +0,05 p.p.
2014 4,63 +0,06 p.p.
2013 4,57 +0,13 p.p.
2012 4,44 +0,17 p.p.
2011 4,27 +0,09 p.p.
2010 4,18 +0,12 p.p.
2009 4,06 +0,07 p.p.
2008 3,99 −0,04 p.p.
2007 4,03 −0,08 p.p.
2006 4,1 −0,07 p.p.
2005 4,17 −0,08 p.p.
2004 4,25 −0,08 p.p.
2003 4,33 −0,09 p.p.
2002 4,42 −0,09 p.p.
2001 4,5 −0,11 p.p.
2000 4,62 −0,14 p.p.
1999 4,76 −0,19 p.p.
1998 4,95 −0,2 p.p.
1997 5,15 −0,2 p.p.
1996 5,35 −0,15 p.p.
1995 5,5 −0,15 p.p.
1994 5,65 −0,13 p.p.
1993 5,78 −0,09 p.p.
1992 5,87 −0,07 p.p.
1991 5,94

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.