Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Irlanda

Occupazione vulnerabile in Irlanda nel 2025 — 9,64%. È il 37º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 11,02 p.p..

2025 9,64% −0,08 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 37di 182
Massimo del periodo 20,96%1992
Minimo del periodo 9,64%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Irlanda, 1991–202551015202519911995199920032007201120152019202320251991: 20,66%1992: 20,96%1993: 20,37%1994: 19,63%1995: 19,02%1996: 17,79%1997: 17,55%1998: 17%1999: 15,97%2000: 15,66%2001: 14,86%2002: 14,46%2003: 14,16%2004: 14,24%2005: 13,73%2006: 12,76%2007: 12,77%2008: 13,19%2009: 13,85%2010: 13,67%2011: 13,31%2012: 13,37%2013: 13,52%2014: 13,3%2015: 12,69%2016: 12,36%2017: 11,54%2018: 11,02%2019: 10,42%2020: 10,77%2021: 10,52%2022: 10,18%2023: 10,32%2024: 9,72%2025: 9,64%
Variazione nel periodo: −11,02 p.p. Media annua: -0,32 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Irlanda

Irlanda 9,64%
Mondo 42,38%
Europa settentrionale calcolato 9,94%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Irlanda, per anno Irlanda Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 9,64 −0,08 p.p.
2024 9,72 −0,61 p.p.
2023 10,32 +0,14 p.p.
2022 10,18 −0,34 p.p.
2021 10,52 −0,24 p.p.
2020 10,77 +0,35 p.p.
2019 10,42 −0,61 p.p.
2018 11,02 −0,52 p.p.
2017 11,54 −0,82 p.p.
2016 12,36 −0,33 p.p.
2015 12,69 −0,61 p.p.
2014 13,3 −0,22 p.p.
2013 13,52 +0,15 p.p.
2012 13,37 +0,07 p.p.
2011 13,31 −0,36 p.p.
2010 13,67 −0,18 p.p.
2009 13,85 +0,66 p.p.
2008 13,19 +0,42 p.p.
2007 12,77 +0,01 p.p.
2006 12,76 −0,97 p.p.
2005 13,73 −0,51 p.p.
2004 14,24 +0,08 p.p.
2003 14,16 −0,3 p.p.
2002 14,46 −0,41 p.p.
2001 14,86 −0,8 p.p.
2000 15,66 −0,31 p.p.
1999 15,97 −1,03 p.p.
1998 17 −0,55 p.p.
1997 17,55 −0,24 p.p.
1996 17,79 −1,22 p.p.
1995 19,02 −0,61 p.p.
1994 19,63 −0,74 p.p.
1993 20,37 −0,59 p.p.
1992 20,96 +0,3 p.p.
1991 20,66

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.