Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Islanda

Occupazione vulnerabile in Islanda nel 2025 — 8,4%. È il 29º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 4,96 p.p..

2025 8,4% −0,06 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 29di 182
Massimo del periodo 13,36%1991
Minimo del periodo 8,4%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Islanda, 1991–2025810121419911995199920032007201120152019202320251991: 13,36%1992: 12,64%1993: 12,59%1994: 13%1995: 12,65%1996: 12,15%1997: 12,03%1998: 12,08%1999: 11,93%2000: 11,81%2001: 11,64%2002: 11,63%2003: 11,28%2004: 11,26%2005: 11,42%2006: 11,4%2007: 11,23%2008: 11,07%2009: 11,14%2010: 11,37%2011: 11,53%2012: 11,8%2013: 11,84%2014: 11,89%2015: 11,91%2016: 11,72%2017: 11,54%2018: 11,36%2019: 11,14%2020: 11,14%2021: 12,37%2022: 12,05%2023: 10,28%2024: 8,46%2025: 8,4%
Variazione nel periodo: −4,96 p.p. Media annua: -0,15 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Islanda

Islanda 8,4%
Mondo 42,38%
Europa settentrionale calcolato 9,94%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Islanda, per anno Islanda Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,4 −0,06 p.p.
2024 8,46 −1,82 p.p.
2023 10,28 −1,77 p.p.
2022 12,05 −0,32 p.p.
2021 12,37 +1,23 p.p.
2020 11,14 −0 p.p.
2019 11,14 −0,22 p.p.
2018 11,36 −0,18 p.p.
2017 11,54 −0,18 p.p.
2016 11,72 −0,19 p.p.
2015 11,91 +0,02 p.p.
2014 11,89 +0,05 p.p.
2013 11,84 +0,04 p.p.
2012 11,8 +0,27 p.p.
2011 11,53 +0,16 p.p.
2010 11,37 +0,23 p.p.
2009 11,14 +0,07 p.p.
2008 11,07 −0,17 p.p.
2007 11,23 −0,16 p.p.
2006 11,4 −0,02 p.p.
2005 11,42 +0,16 p.p.
2004 11,26 −0,01 p.p.
2003 11,28 −0,36 p.p.
2002 11,63 −0 p.p.
2001 11,64 −0,17 p.p.
2000 11,81 −0,13 p.p.
1999 11,93 −0,15 p.p.
1998 12,08 +0,05 p.p.
1997 12,03 −0,12 p.p.
1996 12,15 −0,5 p.p.
1995 12,65 −0,35 p.p.
1994 13 +0,41 p.p.
1993 12,59 −0,05 p.p.
1992 12,64 −0,72 p.p.
1991 13,36

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.