Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Danimarca

Occupazione vulnerabile in Danimarca nel 2025 — 5,4%. È il 14º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,46 p.p..

2025 5,4% −0,17 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 14di 182
Massimo del periodo 8,85%1991
Minimo del periodo 5,4%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Danimarca, 1991–20255678919911995199920032007201120152019202320251991: 8,85%1992: 8,78%1993: 8,78%1994: 7,98%1995: 7,61%1996: 7,35%1997: 7,41%1998: 7,61%1999: 7,19%2000: 7%2001: 6,75%2002: 6,73%2003: 6,91%2004: 6,65%2005: 6,69%2006: 6,72%2007: 6,62%2008: 6,68%2009: 7,12%2010: 6,72%2011: 6,67%2012: 6,81%2013: 6,67%2014: 6,56%2015: 6,49%2016: 6,44%2017: 6,06%2018: 5,88%2019: 5,97%2020: 6,23%2021: 6,27%2022: 5,76%2023: 5,69%2024: 5,56%2025: 5,4%
Variazione nel periodo: −3,46 p.p. Media annua: -0,1 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Danimarca

Danimarca 5,4%
Mondo 42,38%
Europa settentrionale calcolato 9,94%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Danimarca, per anno Danimarca Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 5,4 −0,17 p.p.
2024 5,56 −0,13 p.p.
2023 5,69 −0,07 p.p.
2022 5,76 −0,51 p.p.
2021 6,27 +0,04 p.p.
2020 6,23 +0,26 p.p.
2019 5,97 +0,09 p.p.
2018 5,88 −0,18 p.p.
2017 6,06 −0,38 p.p.
2016 6,44 −0,06 p.p.
2015 6,49 −0,06 p.p.
2014 6,56 −0,12 p.p.
2013 6,67 −0,14 p.p.
2012 6,81 +0,14 p.p.
2011 6,67 −0,05 p.p.
2010 6,72 −0,4 p.p.
2009 7,12 +0,44 p.p.
2008 6,68 +0,06 p.p.
2007 6,62 −0,1 p.p.
2006 6,72 +0,03 p.p.
2005 6,69 +0,04 p.p.
2004 6,65 −0,26 p.p.
2003 6,91 +0,18 p.p.
2002 6,73 −0,02 p.p.
2001 6,75 −0,25 p.p.
2000 7 −0,18 p.p.
1999 7,19 −0,42 p.p.
1998 7,61 +0,19 p.p.
1997 7,41 +0,06 p.p.
1996 7,35 −0,26 p.p.
1995 7,61 −0,37 p.p.
1994 7,98 −0,8 p.p.
1993 8,78 +0 p.p.
1992 8,78 −0,08 p.p.
1991 8,85

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.