Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Estonia

Occupazione vulnerabile in Estonia nel 2025 — 7,09%. È il 22º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0,89 p.p..

2025 7,09% −0,01 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 22di 182
Massimo del periodo 10,66%1993
Minimo del periodo 6,84%2022

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Estonia, 1991–20256789101119911995199920032007201120152019202320251991: 7,98%1992: 9,31%1993: 10,66%1994: 10,55%1995: 9,98%1996: 10,23%1997: 9,92%1998: 9,32%1999: 9,3%2000: 8,78%2001: 8,69%2002: 8,41%2003: 8,42%2004: 8,47%2005: 7,89%2006: 7,53%2007: 7,25%2008: 6,98%2009: 7,4%2010: 7,59%2011: 7,7%2012: 7,78%2013: 7,73%2014: 7,64%2015: 7,57%2016: 7,49%2017: 7,53%2018: 7,33%2019: 7,17%2020: 7,33%2021: 7,09%2022: 6,84%2023: 7%2024: 7,1%2025: 7,09%
Variazione nel periodo: −0,89 p.p. Media annua: -0,03 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Estonia

Estonia 7,09%
Mondo 42,38%
Europa settentrionale calcolato 9,94%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Estonia, per anno Estonia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 7,09 −0,01 p.p.
2024 7,1 +0,1 p.p.
2023 7 +0,16 p.p.
2022 6,84 −0,25 p.p.
2021 7,09 −0,24 p.p.
2020 7,33 +0,16 p.p.
2019 7,17 −0,16 p.p.
2018 7,33 −0,2 p.p.
2017 7,53 +0,04 p.p.
2016 7,49 −0,07 p.p.
2015 7,57 −0,07 p.p.
2014 7,64 −0,09 p.p.
2013 7,73 −0,05 p.p.
2012 7,78 +0,08 p.p.
2011 7,7 +0,11 p.p.
2010 7,59 +0,19 p.p.
2009 7,4 +0,43 p.p.
2008 6,98 −0,27 p.p.
2007 7,25 −0,28 p.p.
2006 7,53 −0,36 p.p.
2005 7,89 −0,57 p.p.
2004 8,47 +0,04 p.p.
2003 8,42 +0,01 p.p.
2002 8,41 −0,28 p.p.
2001 8,69 −0,09 p.p.
2000 8,78 −0,52 p.p.
1999 9,3 −0,02 p.p.
1998 9,32 −0,6 p.p.
1997 9,92 −0,31 p.p.
1996 10,23 +0,24 p.p.
1995 9,98 −0,57 p.p.
1994 10,55 −0,11 p.p.
1993 10,66 +1,35 p.p.
1992 9,31 +1,33 p.p.
1991 7,98

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.