Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Bulgaria

Occupazione vulnerabile in Bulgaria nel 2025 — 6,92%. È il 20º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,79 p.p..

2025 6,92% −0,15 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 20di 182
Massimo del periodo 11,17%2000
Minimo del periodo 6,48%2020

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Bulgaria, 1991–202568101219911995199920032007201120152019202320251991: 10,71%1992: 10,86%1993: 11,02%1994: 11,05%1995: 11,09%1996: 10,94%1997: 10,82%1998: 10,9%1999: 11,08%2000: 11,17%2001: 10,44%2002: 10,4%2003: 10,89%2004: 10,84%2005: 9,39%2006: 8,52%2007: 7,96%2008: 7,73%2009: 7,7%2010: 7,9%2011: 7,43%2012: 7,03%2013: 7,04%2014: 7,58%2015: 7,34%2016: 6,88%2017: 7,08%2018: 7,24%2019: 6,87%2020: 6,48%2021: 6,77%2022: 6,97%2023: 7,19%2024: 7,07%2025: 6,92%
Variazione nel periodo: −3,79 p.p. Media annua: -0,11 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Bulgaria

Bulgaria 6,92%
Mondo 42,38%
Europa orientale calcolato 8,36%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Bulgaria, per anno Bulgaria Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 6,92 −0,15 p.p.
2024 7,07 −0,12 p.p.
2023 7,19 +0,22 p.p.
2022 6,97 +0,19 p.p.
2021 6,77 +0,29 p.p.
2020 6,48 −0,38 p.p.
2019 6,87 −0,38 p.p.
2018 7,24 +0,17 p.p.
2017 7,08 +0,2 p.p.
2016 6,88 −0,46 p.p.
2015 7,34 −0,24 p.p.
2014 7,58 +0,54 p.p.
2013 7,04 +0,01 p.p.
2012 7,03 −0,4 p.p.
2011 7,43 −0,47 p.p.
2010 7,9 +0,2 p.p.
2009 7,7 −0,04 p.p.
2008 7,73 −0,23 p.p.
2007 7,96 −0,55 p.p.
2006 8,52 −0,87 p.p.
2005 9,39 −1,45 p.p.
2004 10,84 −0,05 p.p.
2003 10,89 +0,49 p.p.
2002 10,4 −0,04 p.p.
2001 10,44 −0,73 p.p.
2000 11,17 +0,08 p.p.
1999 11,08 +0,19 p.p.
1998 10,9 +0,07 p.p.
1997 10,82 −0,12 p.p.
1996 10,94 −0,15 p.p.
1995 11,09 +0,04 p.p.
1994 11,05 +0,04 p.p.
1993 11,02 +0,16 p.p.
1992 10,86 +0,15 p.p.
1991 10,71

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.