Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Slovacchia

Occupazione vulnerabile in Slovacchia nel 2025 — 11,76%. È il 48º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 5,03 p.p..

2025 11,76% −0,08 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 48di 182
Massimo del periodo 12,87%2012
Minimo del periodo 6,73%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Slovacchia, 1991–20256810121419911995199920032007201120152019202320251991: 6,73%1992: 7,82%1993: 8,13%1994: 8,06%1995: 8,2%1996: 8,11%1997: 7,69%1998: 7,27%1999: 7,89%2000: 8,14%2001: 8,53%2002: 8,79%2003: 9,34%2004: 9,99%2005: 10,46%2006: 10,93%2007: 11,41%2008: 11,56%2009: 12,41%2010: 12,84%2011: 12,87%2012: 12,87%2013: 12,87%2014: 12,48%2015: 12,47%2016: 12,68%2017: 12,46%2018: 12,32%2019: 12,47%2020: 12,47%2021: 12,08%2022: 12,34%2023: 12,4%2024: 11,84%2025: 11,76%
Variazione nel periodo: +5,03 p.p. Media annua: 0,15 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Slovacchia

Slovacchia 11,76%
Mondo 42,38%
Europa orientale calcolato 8,36%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Slovacchia, per anno Slovacchia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 11,76 −0,08 p.p.
2024 11,84 −0,57 p.p.
2023 12,4 +0,06 p.p.
2022 12,34 +0,26 p.p.
2021 12,08 −0,39 p.p.
2020 12,47 +0 p.p.
2019 12,47 +0,16 p.p.
2018 12,32 −0,14 p.p.
2017 12,46 −0,22 p.p.
2016 12,68 +0,21 p.p.
2015 12,47 −0,01 p.p.
2014 12,48 −0,39 p.p.
2013 12,87 −0 p.p.
2012 12,87 +0 p.p.
2011 12,87 +0,03 p.p.
2010 12,84 +0,43 p.p.
2009 12,41 +0,84 p.p.
2008 11,56 +0,16 p.p.
2007 11,41 +0,48 p.p.
2006 10,93 +0,47 p.p.
2005 10,46 +0,47 p.p.
2004 9,99 +0,65 p.p.
2003 9,34 +0,55 p.p.
2002 8,79 +0,26 p.p.
2001 8,53 +0,39 p.p.
2000 8,14 +0,24 p.p.
1999 7,89 +0,62 p.p.
1998 7,27 −0,42 p.p.
1997 7,69 −0,42 p.p.
1996 8,11 −0,09 p.p.
1995 8,2 +0,14 p.p.
1994 8,06 −0,07 p.p.
1993 8,13 +0,31 p.p.
1992 7,82 +1,09 p.p.
1991 6,73

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.