Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Europa orientale

Occupazione vulnerabile in Europa orientale nel 2025 — 8,36%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 2,95 p.p..

2025 8,36% −0,1 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 14,06%2001
Minimo del periodo 8,36%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Europa orientale, 1991–202581012141619911995199920032007201120152019202320251991: 11,31%1992: 12,01%1993: 12,52%1994: 12,93%1995: 13,14%1996: 13,37%1997: 13,83%1998: 13,97%1999: 13,9%2000: 14%2001: 14,06%2002: 13,56%2003: 13,43%2004: 12,94%2005: 12,69%2006: 12,31%2007: 12,07%2008: 11,83%2009: 11,94%2010: 12,11%2011: 12,09%2012: 12,01%2013: 12,02%2014: 11,91%2015: 11,72%2016: 11,65%2017: 11,1%2018: 11,03%2019: 10,99%2020: 11,08%2021: 10,77%2022: 9,11%2023: 8,84%2024: 8,45%2025: 8,36%
Variazione nel periodo: −2,95 p.p. Media annua: -0,09 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Europa orientale

Europa orientale 8,36%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Europa orientale, per anno Europa orientale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,36 −0,1 p.p.
2024 8,45 −0,39 p.p.
2023 8,84 −0,27 p.p.
2022 9,11 −1,66 p.p.
2021 10,77 −0,32 p.p.
2020 11,08 +0,09 p.p.
2019 10,99 −0,04 p.p.
2018 11,03 −0,07 p.p.
2017 11,1 −0,55 p.p.
2016 11,65 −0,07 p.p.
2015 11,72 −0,19 p.p.
2014 11,91 −0,11 p.p.
2013 12,02 +0,01 p.p.
2012 12,01 −0,08 p.p.
2011 12,09 −0,02 p.p.
2010 12,11 +0,17 p.p.
2009 11,94 +0,11 p.p.
2008 11,83 −0,24 p.p.
2007 12,07 −0,24 p.p.
2006 12,31 −0,39 p.p.
2005 12,69 −0,24 p.p.
2004 12,94 −0,49 p.p.
2003 13,43 −0,13 p.p.
2002 13,56 −0,51 p.p.
2001 14,06 +0,06 p.p.
2000 14 +0,1 p.p.
1999 13,9 −0,07 p.p.
1998 13,97 +0,14 p.p.
1997 13,83 +0,46 p.p.
1996 13,37 +0,23 p.p.
1995 13,14 +0,2 p.p.
1994 12,93 +0,41 p.p.
1993 12,52 +0,51 p.p.
1992 12,01 +0,7 p.p.
1991 11,31

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.