Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Cechia

Occupazione vulnerabile in Cechia nel 2025 — 13,5%. È il 53º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 6,88 p.p..

2025 13,5% −0,13 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 53di 182
Massimo del periodo 15,03%2012
Minimo del periodo 6,62%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Cechia, 1991–202557,51012,51517,519911995199920032007201120152019202320251991: 6,62%1992: 6,93%1993: 7,23%1994: 7,87%1995: 8,7%1996: 8,7%1997: 8,87%1998: 10,11%1999: 10,92%2000: 10,84%2001: 11,16%2002: 11,95%2003: 12,98%2004: 12,84%2005: 12,3%2006: 12,08%2007: 12,44%2008: 12,55%2009: 13,05%2010: 14,08%2011: 14,44%2012: 15,03%2013: 14,19%2014: 14,54%2015: 13,81%2016: 14,02%2017: 13,98%2018: 13,82%2019: 13,77%2020: 14,03%2021: 13,25%2022: 13,96%2023: 14,02%2024: 13,63%2025: 13,5%
Variazione nel periodo: +6,88 p.p. Media annua: 0,2 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Cechia

Cechia 13,5%
Mondo 42,38%
Europa orientale calcolato 8,36%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Cechia, per anno Cechia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 13,5 −0,13 p.p.
2024 13,63 −0,39 p.p.
2023 14,02 +0,06 p.p.
2022 13,96 +0,71 p.p.
2021 13,25 −0,78 p.p.
2020 14,03 +0,25 p.p.
2019 13,77 −0,04 p.p.
2018 13,82 −0,17 p.p.
2017 13,98 −0,04 p.p.
2016 14,02 +0,21 p.p.
2015 13,81 −0,72 p.p.
2014 14,54 +0,35 p.p.
2013 14,19 −0,84 p.p.
2012 15,03 +0,59 p.p.
2011 14,44 +0,36 p.p.
2010 14,08 +1,03 p.p.
2009 13,05 +0,5 p.p.
2008 12,55 +0,11 p.p.
2007 12,44 +0,35 p.p.
2006 12,08 −0,22 p.p.
2005 12,3 −0,54 p.p.
2004 12,84 −0,14 p.p.
2003 12,98 +1,03 p.p.
2002 11,95 +0,8 p.p.
2001 11,16 +0,32 p.p.
2000 10,84 −0,09 p.p.
1999 10,92 +0,81 p.p.
1998 10,11 +1,24 p.p.
1997 8,87 +0,16 p.p.
1996 8,7 +0 p.p.
1995 8,7 +0,83 p.p.
1994 7,87 +0,63 p.p.
1993 7,23 +0,31 p.p.
1992 6,93 +0,3 p.p.
1991 6,62

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.