Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Russia

Occupazione vulnerabile in Russia nel 2025 — 4,93%. È il 13º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 1,41 p.p..

2025 4,93% −0,08 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 13di 182
Massimo del periodo 6,25%2016
Minimo del periodo 3,52%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Russia, 1991–20253456719911995199920032007201120152019202320251991: 3,52%1992: 3,95%1993: 4,29%1994: 4,8%1995: 5,25%1996: 5,47%1997: 6,19%1998: 6,2%1999: 6,21%2000: 6,07%2001: 5,91%2002: 5,87%2003: 5,82%2004: 5,74%2005: 5,71%2006: 5,64%2007: 5,59%2008: 5,52%2009: 5,75%2010: 5,57%2011: 5,86%2012: 5,76%2013: 6,04%2014: 5,92%2015: 5,97%2016: 6,25%2017: 5,32%2018: 5,44%2019: 5,31%2020: 5,45%2021: 5,43%2022: 5,26%2023: 5,2%2024: 5,01%2025: 4,93%
Variazione nel periodo: +1,41 p.p. Media annua: 0,04 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Russia

Russia 4,93%
Mondo 42,38%
Europa orientale calcolato 8,36%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Russia, per anno Russia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,93 −0,08 p.p.
2024 5,01 −0,19 p.p.
2023 5,2 −0,06 p.p.
2022 5,26 −0,17 p.p.
2021 5,43 −0,02 p.p.
2020 5,45 +0,14 p.p.
2019 5,31 −0,13 p.p.
2018 5,44 +0,11 p.p.
2017 5,32 −0,92 p.p.
2016 6,25 +0,28 p.p.
2015 5,97 +0,05 p.p.
2014 5,92 −0,12 p.p.
2013 6,04 +0,27 p.p.
2012 5,76 −0,1 p.p.
2011 5,86 +0,29 p.p.
2010 5,57 −0,18 p.p.
2009 5,75 +0,23 p.p.
2008 5,52 −0,06 p.p.
2007 5,59 −0,05 p.p.
2006 5,64 −0,07 p.p.
2005 5,71 −0,03 p.p.
2004 5,74 −0,08 p.p.
2003 5,82 −0,04 p.p.
2002 5,87 −0,04 p.p.
2001 5,91 −0,17 p.p.
2000 6,07 −0,13 p.p.
1999 6,21 +0 p.p.
1998 6,2 +0,01 p.p.
1997 6,19 +0,73 p.p.
1996 5,47 +0,22 p.p.
1995 5,25 +0,45 p.p.
1994 4,8 +0,51 p.p.
1993 4,29 +0,35 p.p.
1992 3,95 +0,43 p.p.
1991 3,52

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.