Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Romania

Occupazione vulnerabile in Romania nel 2025 — 13,05%. È il 51º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 15,08 p.p..

2025 13,05% −0,2 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 51di 182
Massimo del periodo 35,32%2000
Minimo del periodo 13,05%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Romania, 1991–20251020304019911995199920032007201120152019202320251991: 28,13%1992: 28,58%1993: 28,94%1994: 29,26%1995: 29,54%1996: 29,69%1997: 29,85%1998: 31,41%1999: 33,51%2000: 35,32%2001: 35,27%2002: 29,15%2003: 29,03%2004: 24,48%2005: 25,13%2006: 23,68%2007: 23,49%2008: 22,32%2009: 22,51%2010: 24,68%2011: 22,89%2012: 23,02%2013: 22,52%2014: 21,86%2015: 18,91%2016: 16,73%2017: 16,44%2018: 15,47%2019: 14,55%2020: 14,16%2021: 13,7%2022: 13,42%2023: 13,32%2024: 13,25%2025: 13,05%
Variazione nel periodo: −15,08 p.p. Media annua: -0,44 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Romania

Romania 13,05%
Mondo 42,38%
Europa orientale calcolato 8,36%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Romania, per anno Romania Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 13,05 −0,2 p.p.
2024 13,25 −0,07 p.p.
2023 13,32 −0,1 p.p.
2022 13,42 −0,28 p.p.
2021 13,7 −0,46 p.p.
2020 14,16 −0,4 p.p.
2019 14,55 −0,92 p.p.
2018 15,47 −0,97 p.p.
2017 16,44 −0,29 p.p.
2016 16,73 −2,19 p.p.
2015 18,91 −2,95 p.p.
2014 21,86 −0,65 p.p.
2013 22,52 −0,5 p.p.
2012 23,02 +0,13 p.p.
2011 22,89 −1,79 p.p.
2010 24,68 +2,17 p.p.
2009 22,51 +0,19 p.p.
2008 22,32 −1,16 p.p.
2007 23,49 −0,19 p.p.
2006 23,68 −1,45 p.p.
2005 25,13 +0,65 p.p.
2004 24,48 −4,56 p.p.
2003 29,03 −0,12 p.p.
2002 29,15 −6,12 p.p.
2001 35,27 −0,05 p.p.
2000 35,32 +1,81 p.p.
1999 33,51 +2,11 p.p.
1998 31,41 +1,56 p.p.
1997 29,85 +0,16 p.p.
1996 29,69 +0,16 p.p.
1995 29,54 +0,27 p.p.
1994 29,26 +0,32 p.p.
1993 28,94 +0,36 p.p.
1992 28,58 +0,45 p.p.
1991 28,13

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.