Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Polonia

Occupazione vulnerabile in Polonia nel 2025 — 14,98%. È il 59º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 11,68 p.p..

2025 14,98% −0,12 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 59di 182
Massimo del periodo 29,86%1993
Minimo del periodo 14,98%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Polonia, 1991–2025101520253019911995199920032007201120152019202320251991: 26,66%1992: 29,14%1993: 29,86%1994: 29,78%1995: 28,6%1996: 28,41%1997: 28,32%1998: 28,1%1999: 28,07%2000: 28,72%2001: 29,44%2002: 29,45%2003: 28,54%2004: 27,95%2005: 26,93%2006: 25,63%2007: 24,62%2008: 24,01%2009: 23,71%2010: 23,82%2011: 23,6%2012: 23,06%2013: 22,42%2014: 21,84%2015: 21,63%2016: 21,04%2017: 20,65%2018: 20,4%2019: 20,04%2020: 20,59%2021: 19,06%2022: 17,8%2023: 16,56%2024: 15,1%2025: 14,98%
Variazione nel periodo: −11,68 p.p. Media annua: -0,34 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Polonia

Polonia 14,98%
Mondo 42,38%
Europa orientale calcolato 8,36%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Polonia, per anno Polonia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 14,98 −0,12 p.p.
2024 15,1 −1,46 p.p.
2023 16,56 −1,24 p.p.
2022 17,8 −1,26 p.p.
2021 19,06 −1,53 p.p.
2020 20,59 +0,55 p.p.
2019 20,04 −0,36 p.p.
2018 20,4 −0,24 p.p.
2017 20,65 −0,39 p.p.
2016 21,04 −0,59 p.p.
2015 21,63 −0,21 p.p.
2014 21,84 −0,58 p.p.
2013 22,42 −0,63 p.p.
2012 23,06 −0,55 p.p.
2011 23,6 −0,22 p.p.
2010 23,82 +0,12 p.p.
2009 23,71 −0,3 p.p.
2008 24,01 −0,61 p.p.
2007 24,62 −1,01 p.p.
2006 25,63 −1,3 p.p.
2005 26,93 −1,02 p.p.
2004 27,95 −0,59 p.p.
2003 28,54 −0,91 p.p.
2002 29,45 +0,01 p.p.
2001 29,44 +0,72 p.p.
2000 28,72 +0,66 p.p.
1999 28,07 −0,03 p.p.
1998 28,1 −0,22 p.p.
1997 28,32 −0,1 p.p.
1996 28,41 −0,18 p.p.
1995 28,6 −1,19 p.p.
1994 29,78 −0,08 p.p.
1993 29,86 +0,72 p.p.
1992 29,14 +2,48 p.p.
1991 26,66

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.