Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Bielorussia

Occupazione vulnerabile in Bielorussia nel 2025 — 6,33%. È il 17º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 8,2 p.p..

2025 6,33% −0,16 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 17di 182
Massimo del periodo 15,35%1996
Minimo del periodo 6,33%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Bielorussia, 1991–202557,51012,51517,519911995199920032007201120152019202320251991: 14,53%1992: 14,57%1993: 14,78%1994: 15,02%1995: 15,23%1996: 15,35%1997: 15,28%1998: 15,06%1999: 14,74%2000: 14,34%2001: 13,91%2002: 13,42%2003: 12,89%2004: 12,26%2005: 11,6%2006: 10,92%2007: 10,24%2008: 9,57%2009: 9,03%2010: 8,51%2011: 8,08%2012: 7,74%2013: 7,53%2014: 7,36%2015: 7,32%2016: 7,33%2017: 7,57%2018: 7,36%2019: 7,22%2020: 6,91%2021: 6,85%2022: 6,8%2023: 6,63%2024: 6,49%2025: 6,33%
Variazione nel periodo: −8,2 p.p. Media annua: -0,24 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Bielorussia

Bielorussia 6,33%
Mondo 42,38%
Europa orientale calcolato 8,36%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Bielorussia, per anno Bielorussia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 6,33 −0,16 p.p.
2024 6,49 −0,15 p.p.
2023 6,63 −0,16 p.p.
2022 6,8 −0,05 p.p.
2021 6,85 −0,05 p.p.
2020 6,91 −0,32 p.p.
2019 7,22 −0,14 p.p.
2018 7,36 −0,2 p.p.
2017 7,57 +0,23 p.p.
2016 7,33 +0,01 p.p.
2015 7,32 −0,04 p.p.
2014 7,36 −0,16 p.p.
2013 7,53 −0,21 p.p.
2012 7,74 −0,34 p.p.
2011 8,08 −0,43 p.p.
2010 8,51 −0,52 p.p.
2009 9,03 −0,54 p.p.
2008 9,57 −0,67 p.p.
2007 10,24 −0,67 p.p.
2006 10,92 −0,69 p.p.
2005 11,6 −0,66 p.p.
2004 12,26 −0,63 p.p.
2003 12,89 −0,53 p.p.
2002 13,42 −0,49 p.p.
2001 13,91 −0,43 p.p.
2000 14,34 −0,4 p.p.
1999 14,74 −0,33 p.p.
1998 15,06 −0,22 p.p.
1997 15,28 −0,07 p.p.
1996 15,35 +0,12 p.p.
1995 15,23 +0,21 p.p.
1994 15,02 +0,24 p.p.
1993 14,78 +0,21 p.p.
1992 14,57 +0,04 p.p.
1991 14,53

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.