Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Cina

Disoccupazione maschile in Cina nel 2025 — 5,12%. È il 100º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 2,49 p.p..

2025 5,12% +0,03 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 100di 182
Massimo del periodo 5,54%2020
Minimo del periodo 2,63%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Cina, 1991–20252345619911995199920032007201120152019202320251991: 2,63%1992: 2,63%1993: 2,98%1994: 3,22%1995: 3,33%1996: 3,46%1997: 3,58%1998: 3,59%1999: 3,6%2000: 3,61%2001: 4,21%2002: 4,7%2003: 5,07%2004: 4,97%2005: 5%2006: 4,9%2007: 4,81%2008: 5,08%2009: 5,22%2010: 5,01%2011: 5,03%2012: 5,07%2013: 5,09%2014: 5,12%2015: 5,15%2016: 5,05%2017: 4,95%2018: 4,77%2019: 5,05%2020: 5,54%2021: 5,04%2022: 5,52%2023: 5,18%2024: 5,09%2025: 5,12%
Variazione nel periodo: +2,49 p.p. Media annua: 0,07 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Cina

Cina 5,12%
Mondo 4,69%
Asia orientale calcolato 4,8%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 5,39%
Disoccupazione maschile — Cina, per anno Cina Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 5,12 +0,03 p.p.
2024 5,09 −0,09 p.p.
2023 5,18 −0,34 p.p.
2022 5,52 +0,48 p.p.
2021 5,04 −0,5 p.p.
2020 5,54 +0,49 p.p.
2019 5,05 +0,28 p.p.
2018 4,77 −0,18 p.p.
2017 4,95 −0,1 p.p.
2016 5,05 −0,1 p.p.
2015 5,15 +0,02 p.p.
2014 5,12 +0,03 p.p.
2013 5,09 +0,02 p.p.
2012 5,07 +0,03 p.p.
2011 5,03 +0,02 p.p.
2010 5,01 −0,21 p.p.
2009 5,22 +0,14 p.p.
2008 5,08 +0,26 p.p.
2007 4,81 −0,09 p.p.
2006 4,9 −0,1 p.p.
2005 5 +0,03 p.p.
2004 4,97 −0,1 p.p.
2003 5,07 +0,38 p.p.
2002 4,7 +0,49 p.p.
2001 4,21 +0,6 p.p.
2000 3,61 +0,01 p.p.
1999 3,6 +0,01 p.p.
1998 3,59 +0,01 p.p.
1997 3,58 +0,12 p.p.
1996 3,46 +0,13 p.p.
1995 3,33 +0,11 p.p.
1994 3,22 +0,23 p.p.
1993 2,98 +0,36 p.p.
1992 2,63 +0 p.p.
1991 2,63

Asia orientale, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.