Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Corea del Sud

Disoccupazione maschile in Corea del Sud nel 2025 — 2,68%. È il 37º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0 p.p..

2025 2,68% −0,08 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 37di 182
Massimo del periodo 7,8%1998
Minimo del periodo 2,31%1995

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Corea del Sud, 1991–20250246819911995199920032007201120152019202320251991: 2,68%1992: 2,75%1993: 3,28%1994: 2,83%1995: 2,31%1996: 2,35%1997: 2,81%1998: 7,8%1999: 7,16%2000: 4,62%2001: 4,18%2002: 3,43%2003: 3,56%2004: 3,66%2005: 3,75%2006: 3,64%2007: 3,44%2008: 3,35%2009: 3,83%2010: 3,66%2011: 3,24%2012: 2,99%2013: 3,26%2014: 3,17%2015: 3,59%2016: 3,73%2017: 3,78%2018: 3,92%2019: 3,87%2020: 3,89%2021: 3,56%2022: 2,72%2023: 2,64%2024: 2,75%2025: 2,68%
Variazione nel periodo: −0 p.p. Media annua: 0 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Corea del Sud

Corea del Sud 2,68%
Mondo 4,69%
Asia orientale calcolato 4,8%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Corea del Sud, per anno Corea del Sud Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 2,68 −0,08 p.p.
2024 2,75 +0,12 p.p.
2023 2,64 −0,09 p.p.
2022 2,72 −0,84 p.p.
2021 3,56 −0,32 p.p.
2020 3,89 +0,02 p.p.
2019 3,87 −0,05 p.p.
2018 3,92 +0,15 p.p.
2017 3,78 +0,04 p.p.
2016 3,73 +0,14 p.p.
2015 3,59 +0,42 p.p.
2014 3,17 −0,09 p.p.
2013 3,26 +0,27 p.p.
2012 2,99 −0,25 p.p.
2011 3,24 −0,43 p.p.
2010 3,66 −0,17 p.p.
2009 3,83 +0,49 p.p.
2008 3,35 −0,09 p.p.
2007 3,44 −0,19 p.p.
2006 3,64 −0,12 p.p.
2005 3,75 +0,09 p.p.
2004 3,66 +0,1 p.p.
2003 3,56 +0,14 p.p.
2002 3,43 −0,75 p.p.
2001 4,18 −0,44 p.p.
2000 4,62 −2,54 p.p.
1999 7,16 −0,64 p.p.
1998 7,8 +4,99 p.p.
1997 2,81 +0,46 p.p.
1996 2,35 +0,05 p.p.
1995 2,31 −0,52 p.p.
1994 2,83 −0,45 p.p.
1993 3,28 +0,52 p.p.
1992 2,75 +0,08 p.p.
1991 2,68

Asia orientale, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.