Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Iran

Occupazione vulnerabile in Iran nel 2025 — 39,52%. È il 120º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 5,1 p.p..

2025 39,52% −0,24 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 120di 182
Massimo del periodo 44,62%1991
Minimo del periodo 39,45%2022

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Iran, 1991–2025384042444619911995199920032007201120152019202320251991: 44,62%1992: 44,38%1993: 44,23%1994: 44,14%1995: 44,03%1996: 43,92%1997: 43,9%1998: 43,86%1999: 43,85%2000: 43,8%2001: 43,76%2002: 43,65%2003: 43,48%2004: 43,33%2005: 43,25%2006: 43,29%2007: 43%2008: 42,33%2009: 41,78%2010: 40,95%2011: 40,18%2012: 40,71%2013: 41,55%2014: 40,93%2015: 40,91%2016: 41,82%2017: 41,96%2018: 41,84%2019: 41,33%2020: 40,59%2021: 39,65%2022: 39,45%2023: 40,01%2024: 39,76%2025: 39,52%
Variazione nel periodo: −5,1 p.p. Media annua: -0,15 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Iran

Iran 39,52%
Mondo 42,38%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 62,75%
Occupazione vulnerabile — Iran, per anno Iran Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 39,52 −0,24 p.p.
2024 39,76 −0,25 p.p.
2023 40,01 +0,56 p.p.
2022 39,45 −0,2 p.p.
2021 39,65 −0,94 p.p.
2020 40,59 −0,74 p.p.
2019 41,33 −0,51 p.p.
2018 41,84 −0,12 p.p.
2017 41,96 +0,14 p.p.
2016 41,82 +0,92 p.p.
2015 40,91 −0,02 p.p.
2014 40,93 −0,61 p.p.
2013 41,55 +0,83 p.p.
2012 40,71 +0,54 p.p.
2011 40,18 −0,77 p.p.
2010 40,95 −0,83 p.p.
2009 41,78 −0,55 p.p.
2008 42,33 −0,67 p.p.
2007 43 −0,29 p.p.
2006 43,29 +0,04 p.p.
2005 43,25 −0,08 p.p.
2004 43,33 −0,14 p.p.
2003 43,48 −0,17 p.p.
2002 43,65 −0,11 p.p.
2001 43,76 −0,04 p.p.
2000 43,8 −0,06 p.p.
1999 43,85 −0,01 p.p.
1998 43,86 −0,04 p.p.
1997 43,9 −0,03 p.p.
1996 43,92 −0,11 p.p.
1995 44,03 −0,1 p.p.
1994 44,14 −0,09 p.p.
1993 44,23 −0,15 p.p.
1992 44,38 −0,24 p.p.
1991 44,62

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.