Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Afghanistan

Occupazione vulnerabile in Afghanistan nel 2025 — 81,77%. È il 174º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 13,57 p.p..

2025 81,77% +0,05 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 174di 182
Massimo del periodo 95,53%1995
Minimo del periodo 80,59%2021

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Afghanistan, 1991–20258085909510019911995199920032007201120152019202320251991: 95,34%1992: 95,41%1993: 95,45%1994: 95,52%1995: 95,53%1996: 95,44%1997: 95,29%1998: 95,1%1999: 94,9%2000: 94,67%2001: 94,64%2002: 94,38%2003: 94,09%2004: 93,86%2005: 93,52%2006: 93,19%2007: 92,75%2008: 92,35%2009: 91,24%2010: 90,04%2011: 89%2012: 87,95%2013: 86,48%2014: 85,08%2015: 84,13%2016: 83,31%2017: 82,22%2018: 82,31%2019: 82,4%2020: 82,69%2021: 80,59%2022: 81,09%2023: 81,46%2024: 81,72%2025: 81,77%
Variazione nel periodo: −13,57 p.p. Media annua: -0,4 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Afghanistan

Afghanistan 81,77%
Mondo 42,38%
Paesi a basso reddito calcolato 75,71%
Occupazione vulnerabile — Afghanistan, per anno Afghanistan Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 81,77 +0,05 p.p.
2024 81,72 +0,26 p.p.
2023 81,46 +0,37 p.p.
2022 81,09 +0,5 p.p.
2021 80,59 −2,1 p.p.
2020 82,69 +0,29 p.p.
2019 82,4 +0,08 p.p.
2018 82,31 +0,09 p.p.
2017 82,22 −1,08 p.p.
2016 83,31 −0,83 p.p.
2015 84,13 −0,94 p.p.
2014 85,08 −1,41 p.p.
2013 86,48 −1,46 p.p.
2012 87,95 −1,06 p.p.
2011 89 −1,04 p.p.
2010 90,04 −1,2 p.p.
2009 91,24 −1,11 p.p.
2008 92,35 −0,4 p.p.
2007 92,75 −0,44 p.p.
2006 93,19 −0,33 p.p.
2005 93,52 −0,34 p.p.
2004 93,86 −0,24 p.p.
2003 94,09 −0,29 p.p.
2002 94,38 −0,26 p.p.
2001 94,64 −0,03 p.p.
2000 94,67 −0,23 p.p.
1999 94,9 −0,21 p.p.
1998 95,1 −0,18 p.p.
1997 95,29 −0,15 p.p.
1996 95,44 −0,09 p.p.
1995 95,53 +0,01 p.p.
1994 95,52 +0,08 p.p.
1993 95,45 +0,04 p.p.
1992 95,41 +0,07 p.p.
1991 95,34

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.