Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Asia meridionale

Occupazione vulnerabile in Asia meridionale nel 2025 — 69,74%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 13,57 p.p..

2025 69,74% −0,46 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 83,3%1991
Minimo del periodo 69,74%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Asia meridionale, 1991–2025657075808519911995199920032007201120152019202320251991: 83,3%1992: 83,09%1993: 82,89%1994: 82,61%1995: 82,35%1996: 82,08%1997: 81,84%1998: 81,65%1999: 81,41%2000: 81,17%2001: 81,07%2002: 80,98%2003: 80,88%2004: 80,66%2005: 80,49%2006: 80,28%2007: 80,03%2008: 79,87%2009: 79,65%2010: 79,38%2011: 78,13%2012: 76,88%2013: 76,35%2014: 75,77%2015: 75,12%2016: 74,44%2017: 73,65%2018: 73,06%2019: 72,56%2020: 72,55%2021: 72,18%2022: 71,74%2023: 70,78%2024: 70,2%2025: 69,74%
Variazione nel periodo: −13,57 p.p. Media annua: -0,4 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Asia meridionale

Asia meridionale 69,74%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Asia meridionale, per anno Asia meridionale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 69,74 −0,46 p.p.
2024 70,2 −0,59 p.p.
2023 70,78 −0,96 p.p.
2022 71,74 −0,44 p.p.
2021 72,18 −0,37 p.p.
2020 72,55 −0,01 p.p.
2019 72,56 −0,5 p.p.
2018 73,06 −0,59 p.p.
2017 73,65 −0,78 p.p.
2016 74,44 −0,68 p.p.
2015 75,12 −0,65 p.p.
2014 75,77 −0,58 p.p.
2013 76,35 −0,53 p.p.
2012 76,88 −1,25 p.p.
2011 78,13 −1,25 p.p.
2010 79,38 −0,27 p.p.
2009 79,65 −0,22 p.p.
2008 79,87 −0,16 p.p.
2007 80,03 −0,24 p.p.
2006 80,28 −0,21 p.p.
2005 80,49 −0,17 p.p.
2004 80,66 −0,22 p.p.
2003 80,88 −0,1 p.p.
2002 80,98 −0,09 p.p.
2001 81,07 −0,1 p.p.
2000 81,17 −0,24 p.p.
1999 81,41 −0,25 p.p.
1998 81,65 −0,19 p.p.
1997 81,84 −0,23 p.p.
1996 82,08 −0,28 p.p.
1995 82,35 −0,26 p.p.
1994 82,61 −0,27 p.p.
1993 82,89 −0,2 p.p.
1992 83,09 −0,22 p.p.
1991 83,3

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.