Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Bangladesh

Occupazione vulnerabile in Bangladesh nel 2025 — 57,35%. È il 139º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 11,19 p.p..

2025 57,35% −0,39 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 139di 182
Massimo del periodo 68,54%1991
Minimo del periodo 56,18%2017

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Bangladesh, 1991–20255560657019911995199920032007201120152019202320251991: 68,54%1992: 68,29%1993: 68,04%1994: 67,8%1995: 67,53%1996: 67,28%1997: 67,02%1998: 66,74%1999: 66,5%2000: 66,22%2001: 65,9%2002: 65,57%2003: 65,25%2004: 64,89%2005: 64,49%2006: 64,18%2007: 63,69%2008: 63,16%2009: 62,64%2010: 62,11%2011: 61,28%2012: 60,43%2013: 59,57%2014: 58,75%2015: 57,9%2016: 57,04%2017: 56,18%2018: 56,29%2019: 56,39%2020: 57,4%2021: 57,71%2022: 57,84%2023: 58,18%2024: 57,74%2025: 57,35%
Variazione nel periodo: −11,19 p.p. Media annua: -0,33 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Bangladesh

Bangladesh 57,35%
Mondo 42,38%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 62,75%
Occupazione vulnerabile — Bangladesh, per anno Bangladesh Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 57,35 −0,39 p.p.
2024 57,74 −0,44 p.p.
2023 58,18 +0,34 p.p.
2022 57,84 +0,13 p.p.
2021 57,71 +0,31 p.p.
2020 57,4 +1,01 p.p.
2019 56,39 +0,1 p.p.
2018 56,29 +0,11 p.p.
2017 56,18 −0,86 p.p.
2016 57,04 −0,87 p.p.
2015 57,9 −0,85 p.p.
2014 58,75 −0,82 p.p.
2013 59,57 −0,86 p.p.
2012 60,43 −0,85 p.p.
2011 61,28 −0,83 p.p.
2010 62,11 −0,53 p.p.
2009 62,64 −0,52 p.p.
2008 63,16 −0,52 p.p.
2007 63,69 −0,5 p.p.
2006 64,18 −0,31 p.p.
2005 64,49 −0,4 p.p.
2004 64,89 −0,35 p.p.
2003 65,25 −0,33 p.p.
2002 65,57 −0,33 p.p.
2001 65,9 −0,32 p.p.
2000 66,22 −0,27 p.p.
1999 66,5 −0,24 p.p.
1998 66,74 −0,28 p.p.
1997 67,02 −0,26 p.p.
1996 67,28 −0,25 p.p.
1995 67,53 −0,27 p.p.
1994 67,8 −0,24 p.p.
1993 68,04 −0,25 p.p.
1992 68,29 −0,25 p.p.
1991 68,54

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.