Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Svizzera

Disoccupazione maschile in Svizzera nel 2025 — 4,72%. È il 89º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 3,52 p.p..

2025 4,72% +0,58 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 89di 182
Massimo del periodo 4,84%2016
Minimo del periodo 1,2%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Svizzera, 1991–2025024619911995199920032007201120152019202320251991: 1,2%1992: 1,89%1993: 2,89%1994: 3,09%1995: 2,69%1996: 3,38%1997: 4,28%1998: 3,16%1999: 2,67%2000: 2,29%2001: 1,7%2002: 2,78%2003: 3,81%2004: 3,94%2005: 3,89%2006: 3,4%2007: 2,92%2008: 2,82%2009: 3,76%2010: 4,48%2011: 4,08%2012: 4,28%2013: 4,6%2014: 4,69%2015: 4,7%2016: 4,84%2017: 4,57%2018: 4,37%2019: 4,11%2020: 4,66%2021: 4,82%2022: 3,89%2023: 3,83%2024: 4,15%2025: 4,72%
Variazione nel periodo: +3,52 p.p. Media annua: 0,1 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Svizzera

Svizzera 4,72%
Mondo 4,69%
Europa occidentale calcolato 5,32%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Svizzera, per anno Svizzera Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,72 +0,58 p.p.
2024 4,15 +0,32 p.p.
2023 3,83 −0,06 p.p.
2022 3,89 −0,92 p.p.
2021 4,82 +0,16 p.p.
2020 4,66 +0,54 p.p.
2019 4,11 −0,25 p.p.
2018 4,37 −0,2 p.p.
2017 4,57 −0,27 p.p.
2016 4,84 +0,14 p.p.
2015 4,7 +0,02 p.p.
2014 4,69 +0,09 p.p.
2013 4,6 +0,32 p.p.
2012 4,28 +0,2 p.p.
2011 4,08 −0,4 p.p.
2010 4,48 +0,72 p.p.
2009 3,76 +0,94 p.p.
2008 2,82 −0,1 p.p.
2007 2,92 −0,49 p.p.
2006 3,4 −0,48 p.p.
2005 3,89 −0,06 p.p.
2004 3,94 +0,14 p.p.
2003 3,81 +1,03 p.p.
2002 2,78 +1,08 p.p.
2001 1,7 −0,59 p.p.
2000 2,29 −0,38 p.p.
1999 2,67 −0,49 p.p.
1998 3,16 −1,12 p.p.
1997 4,28 +0,91 p.p.
1996 3,38 +0,69 p.p.
1995 2,69 −0,4 p.p.
1994 3,09 +0,2 p.p.
1993 2,89 +1 p.p.
1992 1,89 +0,68 p.p.
1991 1,2

Europa occidentale, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.