Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Lussemburgo

Disoccupazione maschile in Lussemburgo nel 2025 — 6,24%. È il 121º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 5,11 p.p..

2025 6,24% −0,3 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 121di 182
Massimo del periodo 6,6%2020
Minimo del periodo 1,13%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Lussemburgo, 1991–20250246819911995199920032007201120152019202320251991: 1,13%1992: 1,58%1993: 1,87%1994: 3%1995: 2,09%1996: 2,49%1997: 1,85%1998: 1,91%1999: 1,78%2000: 1,82%2001: 1,56%2002: 1,94%2003: 2,96%2004: 3,69%2005: 3,51%2006: 3,57%2007: 3,56%2008: 4,32%2009: 4,37%2010: 3,84%2011: 4,01%2012: 4,46%2013: 5,65%2014: 5,87%2015: 6,46%2016: 6,43%2017: 5,54%2018: 5,34%2019: 5,65%2020: 6,6%2021: 5,2%2022: 4,46%2023: 4,97%2024: 6,54%2025: 6,24%
Variazione nel periodo: +5,11 p.p. Media annua: 0,15 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Lussemburgo

Lussemburgo 6,24%
Mondo 4,69%
Europa occidentale calcolato 5,32%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Lussemburgo, per anno Lussemburgo Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 6,24 −0,3 p.p.
2024 6,54 +1,57 p.p.
2023 4,97 +0,51 p.p.
2022 4,46 −0,74 p.p.
2021 5,2 −1,41 p.p.
2020 6,6 +0,95 p.p.
2019 5,65 +0,31 p.p.
2018 5,34 −0,21 p.p.
2017 5,54 −0,89 p.p.
2016 6,43 −0,03 p.p.
2015 6,46 +0,59 p.p.
2014 5,87 +0,22 p.p.
2013 5,65 +1,19 p.p.
2012 4,46 +0,45 p.p.
2011 4,01 +0,18 p.p.
2010 3,84 −0,54 p.p.
2009 4,37 +0,06 p.p.
2008 4,32 +0,75 p.p.
2007 3,56 −0,01 p.p.
2006 3,57 +0,07 p.p.
2005 3,51 −0,18 p.p.
2004 3,69 +0,73 p.p.
2003 2,96 +1,02 p.p.
2002 1,94 +0,37 p.p.
2001 1,56 −0,26 p.p.
2000 1,82 +0,04 p.p.
1999 1,78 −0,13 p.p.
1998 1,91 +0,06 p.p.
1997 1,85 −0,64 p.p.
1996 2,49 +0,39 p.p.
1995 2,09 −0,91 p.p.
1994 3 +1,13 p.p.
1993 1,87 +0,29 p.p.
1992 1,58 +0,45 p.p.
1991 1,13

Europa occidentale, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.