Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Paesi Bassi

Disoccupazione maschile nei Paesi Bassi nel 2025 — 3,69%. È il 64º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,78 p.p..

2025 3,69% +0,13 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 64di 182
Massimo del periodo 7,19%2013
Minimo del periodo 1,81%2001

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Paesi Bassi, 1991–20250246819911995199920032007201120152019202320251991: 5,47%1992: 3,97%1993: 5,28%1994: 6,51%1995: 6,06%1996: 5,17%1997: 4,29%1998: 3,33%1999: 2,68%2000: 2,16%2001: 1,81%2002: 2,29%2003: 3,43%2004: 4,33%2005: 5,03%2006: 4,06%2007: 3,28%2008: 2,97%2009: 3,87%2010: 4,52%2011: 4,6%2012: 5,47%2013: 7,19%2014: 7,14%2015: 6,52%2016: 5,58%2017: 4,47%2018: 3,72%2019: 3,4%2020: 3,7%2021: 3,95%2022: 3,27%2023: 3,35%2024: 3,56%2025: 3,69%
Variazione nel periodo: −1,78 p.p. Media annua: -0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Paesi Bassi

Paesi Bassi 3,69%
Mondo 4,69%
Europa occidentale calcolato 5,32%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Paesi Bassi, per anno Paesi Bassi Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 3,69 +0,13 p.p.
2024 3,56 +0,21 p.p.
2023 3,35 +0,08 p.p.
2022 3,27 −0,68 p.p.
2021 3,95 +0,25 p.p.
2020 3,7 +0,3 p.p.
2019 3,4 −0,32 p.p.
2018 3,72 −0,75 p.p.
2017 4,47 −1,11 p.p.
2016 5,58 −0,95 p.p.
2015 6,52 −0,61 p.p.
2014 7,14 −0,05 p.p.
2013 7,19 +1,72 p.p.
2012 5,47 +0,87 p.p.
2011 4,6 +0,08 p.p.
2010 4,52 +0,64 p.p.
2009 3,87 +0,9 p.p.
2008 2,97 −0,31 p.p.
2007 3,28 −0,78 p.p.
2006 4,06 −0,96 p.p.
2005 5,03 +0,7 p.p.
2004 4,33 +0,9 p.p.
2003 3,43 +1,14 p.p.
2002 2,29 +0,48 p.p.
2001 1,81 −0,35 p.p.
2000 2,16 −0,52 p.p.
1999 2,68 −0,65 p.p.
1998 3,33 −0,96 p.p.
1997 4,29 −0,88 p.p.
1996 5,17 −0,89 p.p.
1995 6,06 −0,45 p.p.
1994 6,51 +1,23 p.p.
1993 5,28 +1,31 p.p.
1992 3,97 −1,5 p.p.
1991 5,47

Europa occidentale, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.