Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Sudan

Occupazione vulnerabile in Sudan nel 2022 — 39,67%. È il 121º posto al mondo su 186. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,63 p.p..

2022 39,67% −0,42 p.p. vs 2021
Posizione nel mondo 121di 186
Massimo del periodo 43,44%1994
Minimo del periodo 38,53%2008

Andamento per anno

1991–2022 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Sudan, 1991–2022384042441991199519992003200720112015201920221991: 43,3%1992: 43,24%1993: 43,23%1994: 43,44%1995: 43,36%1996: 43,06%1997: 42,3%1998: 41,74%1999: 41,37%2000: 41,04%2001: 40,61%2002: 40,19%2003: 39,96%2004: 39,76%2005: 39,51%2006: 39,31%2007: 38,63%2008: 38,53%2009: 38,84%2010: 39,04%2011: 39,27%2012: 39,58%2013: 39,87%2014: 39,81%2015: 40,17%2016: 40,31%2017: 40,73%2018: 40,99%2019: 41,26%2020: 40,98%2021: 40,09%2022: 39,67%
Variazione nel periodo: −3,63 p.p. Media annua: -0,12 p.p.

Confronto, 2022

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Sudan

Sudan 39,67%
Mondo 42,84%
Africa settentrionale calcolato 27,85%
Paesi a basso reddito calcolato 74,74%
Occupazione vulnerabile — Sudan, per anno Sudan Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2022 39,67 −0,42 p.p.
2021 40,09 −0,89 p.p.
2020 40,98 −0,28 p.p.
2019 41,26 +0,26 p.p.
2018 40,99 +0,27 p.p.
2017 40,73 +0,41 p.p.
2016 40,31 +0,15 p.p.
2015 40,17 +0,35 p.p.
2014 39,81 −0,06 p.p.
2013 39,87 +0,29 p.p.
2012 39,58 +0,32 p.p.
2011 39,27 +0,23 p.p.
2010 39,04 +0,2 p.p.
2009 38,84 +0,31 p.p.
2008 38,53 −0,11 p.p.
2007 38,63 −0,68 p.p.
2006 39,31 −0,2 p.p.
2005 39,51 −0,25 p.p.
2004 39,76 −0,2 p.p.
2003 39,96 −0,23 p.p.
2002 40,19 −0,42 p.p.
2001 40,61 −0,43 p.p.
2000 41,04 −0,33 p.p.
1999 41,37 −0,36 p.p.
1998 41,74 −0,57 p.p.
1997 42,3 −0,75 p.p.
1996 43,06 −0,31 p.p.
1995 43,36 −0,08 p.p.
1994 43,44 +0,21 p.p.
1993 43,23 −0,01 p.p.
1992 43,24 −0,06 p.p.
1991 43,3

Africa settentrionale, 2022

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.